Morte Osama: scontro a fuoco, uccisione a sangue freddo o morto per malattia?

Morte Osama: scontro a fuoco, uccisione a sangue freddo o morto per malattia?

ISLAMABAD, 6 MAGGIO – Continua a diramarsi il fitto mistero che circonda le ultime ore di vita di Osama, e mentre continuano a emergere nuove informazioni sul nascondiglio e sui prossimi obiettivi di Al Qaida, che prima della morte di bin Laden, avrebbe voluto un nuovo spaventoso attentato contro il sistema ferroviario degli Usa, circa un migliaio di persone hanno sfilato oggi a Quetta, capitale della provincia del Baluchistan, per chiamare alla jihad contro Washington e per rendere omaggio ad Osama bin Laden, ucciso cinque giorni fa da un commando americano in Pakistan. Proteste simili anche in Egitto dove almeno trecento manifestanti appartenenti aorganizzazioni islamiche si sono radunati al Cairo per condannare la morte di bin Laden.
Ma la morte dello “sceicco del terrore” è avvenuta davvero per mano dello zio Sam?

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Secondo quanto dichiarato da un giornalista palestinese, Jamal Ismail, all’ANSA e grande esperto della vita delcapo di Al Qaida, Osama Bin Laden sarebbe morto di malattia qualche giorno prima del presunto raid americano ad Abbottabad.

Il giornalista ha precisato che la fonte delle sue informazioni è stato il medico che aveva in cura, proprio, lo “Sceicco del terrore”.

Secondo Jamal Ismail, sarebbero state le autorità pachistane ad avvertire gli USA, i quali avrebbero poi organizzato tutta quella messinscena solo per non farsi accusare dai media di tutto il mondo di non essere stati in grado di prenderlo prima.

Messinscena si oppure no, intanto a Quetta la folla oggi gridava: “Lunga vita a Osama”, durante la manifestazione organizzata dal partito islamico Jamiat-Ulema-e-Islam (Jui). Durante la protesta è stata bruciata anche una bandiera americana, come accade spesso dopo la preghiera del venerdì anche in altre città di questa provincia al confine con l’Afghanistan.

“Un Osama è divenuto un martire, ma a partire da questo momento migliaia di Osama nasceranno, perché lui ha creato un movimento contro le forze anti-musulmane che va oltre la sua persona”, ha aggiunto Hafiz Fazal Bareach, ex senatore del Jui.

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Ma Ismail, che vive in Pakistan da una ventina d’anni, conosce bene Bin Laden, ed è sicuro di quanto ha dichiarato: “ho intervistato Osama bin Laden quattro volte ma ho parlato con lui in moltissime altre occasioni”, racconta, Jamal Ismail nella sua casa di Islamabad. E fa crollare, come un castello di sabbia, tutta la versione dell’uccisione di Osama fornita dagli Stati Uniti: “Dicono di averlo ucciso perché ha opposto resistenza, ma anche che era disarmato. Io – spiega – non l’ho mai visto senza la sua arma a fianco, una sorta di kalashnikov, più moderno, piccolo e maneggevole. Lo metteva vicino al letto quando dormiva e lo portava con sé quando andava in bagno”. Queste dichiarazioni Ismal le ha fornite sicure e precise, senza tentennamenti all’ANSA, ma oggi, molti partiti fondamentalisti islamici hanno lanciato un appello a scendere in piazza in tutto il Paese per condannare ” l’aggressione” americana e la violazione della sovranità del Pakistan nel corso del raid ad Abbottabad, che avrebbe portato all’uccisione di bin Laden.

Sonia Bonvini

 

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