Omicidio Melania Rea, ex allieva esce allo scoperto e nega prostituzione in caserma

Omicidio Melania Rea, ex allieva esce allo scoperto e nega prostituzione in caserma

ASCOLI PICENO, 5 MAG. Le indagini sull’omicidio di Carmela Melania Rea procedono a piccoli passi, sono tanti i dubbi da chiarire e poche le certezze da cui partire. Gli investigatori non escludono alcuna pista e nelle indagini è finita anche la Caserma Clementi del 235° Reggimento Piceno di Ascoli, dove il caporale Salvatore Parolisi, marito di Melania, ora in licenza straordinaria per gravi motivi familiari, presta servizio come istruttore. Ogni tre mesi in caserma si alternano 400 aspiranti soldatesse, tra una di loro e il caporale Parolisi sembra fosse nata una relazione, poi scoperta dalla moglie. Nonostante l’ambiente militare imponga orari rigidi e regole severe, in paese circolavano voci di un presunto giro di prostituzione all’interno della caserma.

Leggende metropolitane a sentire la soldatessa Krizia Sardella, intervistata dalla trasmissione “Chi l’ha visto”. La giovane, originaria di Torino, allieva di Salvatore Parolisi, lo descrive come un superiore a cui potevano rivolgersi in caso di bisogno, un punto di riferimento. Non corrispondono al vero le voci che lo definiscono un addestratore severo dai modi troppo duri. La soldatessa ha escluso l’esistenza di un giro di prostituzione nell’ambiente militare, incompatibile, se non altro,  con gli orari ferrei e la stanchezza per l’addestramento. Krizia Sardella ha raccontato di essere in contatto tramite Facebook con molte ex allieve. Proprio una di loro, con un messaggio sul social network, avvisò le altre della terribile morte della moglie del caporale Parolisi.

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Cristina Reggini

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