Bin Laden: il blitz dei Navy Seal

Bin Laden: il blitz dei Navy Seal

PAKISTAN, 3 MAGGIO – Dopo quattro anni di indagini e nove anni e mezzo di latitanza, un gruppo speciale di 15 Navy Seal, la punta di diamante degli incursori della Marina americana, ha messo a segno un colpo clamoroso: l’uccisione di Osama bin Laden. Il blitz in un piccolo villaggio del Pakistan, abitato da militari in pensione, è scattato a ridosso della mezzanotte del primo maggio.

Incrociando i dati provenienti dalle rilevazioni satellitari, da foto scattate da droni, dall’analisi delle fonti delle rivelazioni circa la posizione del leader di al Qaeda, la dimora del terrorista è stata individuata all’interno del complesso abitativo di lusso di Abbottabad, piccola cittadina a nord di Islamabad, famosa per le sue basi dell’esercito. Circondata da mura alte tra i qusttro e i sei metri, ricoperte da filo spinato, e isolata da qualunque collegamento telefonico e telematico, la dimora ospitava 23 persone all’interno di un campo formato da altre abitazioni separate da mura e protette da inferriate alle finestre.

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I militari sono decollati a bordo di tre elicotteri, partiti da una portaerei nel Mar d’Arabia, ma solo due dei mezzi hanno partecipato all’operazione perché uno dei mezzi è stato messo fuori uso dall’attacco subito durante le manovre di avvicinamento al campo. In 40 minuti i Navy Seal si sono introdotti nell’abitazione di bin Laden dove, con un sparo al sopracciglio sinistro, hanno posto fine alla sua fuga infinita. In base a diverse ricostruzioni, il leader era accompagnato dalle mogli e dai figli e una delle donne e il figlio maggiore sarebbero morti, secondo altri testimoni l’unico decesso sarebbe stato quello del ricercato. L’identità del corpo sarebbe stata confermata dalle analisi del DNA eseguite su di esso e messe a confronto con quelle fatte su sua sorella, uccisa da un tumore, tuttavia le condizioni della salma rendono problematica la pubblicazione delle sue foto.

Al rientro sulla portaerei, si è discusso anche della destinazione che il cadavere doveva prendere. Sia l’Arabia Saudita che lo Yemen lo hanno rifiutato, temendo che la tomba potesse diventare luogo di culto per estremisti e seguaci di bin Laden. I militari statunitensi avrebbero allora optato per una cerimonia funebre fedele al rito islamico: le spoglie sarebbero state lavate, ricomposte, avvolte in un lenzuolo e seppellite in mare ma la notizia è sottoposta a continue smentite e riconferme.

La scelta del blitz al posto di un raid aereo è stata fatta dal presidente Barack Obama per non lasciare dubbi intorno all’annientamento definitivo del principale nemico degli Stati Uniti. Si resta con il fiato sospeso in attesa della reazione del mondo arabo.

Sara Marini

 

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