Report divide “La città dei rancori”: Bologna

Report divide “La città dei rancori”: Bologna

BOLOGNA, 21 APRILEIl ritratto di Bologna che emerge dalla puntata di Report, punta il dito sulle difficoltà ma ignora i punti di forza del capoluogo emiliano.

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Già prima della messa in onda, la Gabanelli ancora una volta è riuscita a incuriosire il pubblico ed intimorire i protagonisti. Infatti, la puntata di “Report” su “La Città dei Rancori”, aveva suscitato non solo una forte curiosità tra i cittadini bolognesi (confermata da uno share del 12.26% con 3.113.000 spettatori)  ma anche timori nei vari fronti politici, soprattutto nel Pd, consci e timorosi per il ritratto non proprio esemplare e incoraggiante che ne sarebbe uscito dalla trasmissione.

Timori forse fondati, se si considera che l’immagine presentata dai vari servizi della puntata, è quella di una Bologna da recuperare nel suo essere emblema dell’ eccellenza amministrativa.

Le risposte e le reazioni dei politici non si sono fatte di certo attendere, e sembrano confluire tutte nel sottolineare l’eccessivo pessimismo con cui la Gabenelli ha trattato i problemi della città rossa.

L’ex premier Romano Prodi disapprova il modello troppo offuscato che è stato trasmesso: “Mi dicano una città d’Italia capoluogo di regione migliore della nostra”.

Non esita ad intervenire Anna Maria Cancellieri dicendo che “Bologna è stata dipinta troppo male. Ha qualche problema e qualche affanno, ma ha anche una tale ricchezza! Se solo riuscisse a trovare la voce che unisce tutte le sue risorse… Bologna non è solo il Civis, si danno per scontate ricchezze rare”.

E non si può che condividere il pensiero del capitano del Bologna Marco Di Vaio che ricevendo il Nettuno D’Oro ha detto :”Tenetevi stretta la vostra città, realtà più felice del quadro italiano, ha un senso civico che tante altre in Italia si sognano”.

Ma gli investimenti per la realizzazione del Civis, i rischi strutturali per le Due Torri, la perdita del primato italiano come città modello amministrativo, che proprio sembrano non essere accettate dalla Gabanelli, vengono reinterpretate in chiave di sfida da Maurizio Cevenini, che incoraggia i suoi: “Sta a noi dimostrare che siamo meglio di come siamo stati dipinti”.

Fra critiche e riflessioni, il servizio della Gabanelli si pone nei confronti dei concittadini bolognesi come spunto di riflessione per quando, fra poco meno di un mese, si troveranno alle urne e potranno scegliere se creare la possibilità di trasmette una puntata su “La città dei rancori bis” oppure no.

A. Manno

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