Libia, Frattini e la mancata solidarietà francese

Libia, Frattini e la mancata solidarietà francese

Il ministro degli Esteri Franco FrattiniMILANO, 31 MARZO – Franco Frattini ospite a La Telefonata di Libero continua il dibattito sul problema dell’immigrazione a Lampedusa. “Rimpatriare gli immigrati arrivati a Lampedusa, o verso la Tunisia o verso altri Paesi europei. E’ clamorosa l’assenza di solidarietà da parte di quei Paesi verso i quali gli stessi immigrati sono diretti, come la Francia”.

Il Ministro degli Esteri avrebbe inoltre sottolineato che le persone sbarcate a Lampedusa non siano da considerarsi dei profughi, piuttosto sarebbero clandestini, dunque giustamente destinati al rimpatrio “Non possiamo accettare che dalla Tunisia fugga la gente come se ci fosse la guerra, sono migranti economici”.

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Frattini avrebbe anche dato segnale di buone notizie dalla Tunisia, a seguito degli accordi bilaterali raggiunti la settimana passata: lo stato nord africano avrebbe infatti riferito di avere bloccato “oltre 1.200 persone in partenza dalle sue coste a bordo di una ventina di barconi”.

Per la questione degli immigrati libici, il ministro degli Esteri avrebbe confermato di avere stretti contatti con il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi con il quale è in atto un dialogo politico, soprattutto per capire che cosa ci si deve aspettare dal post-Gheddafi.

Intanto, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il Ministro degli Interni Roberto Maroni avrebbe dichiarato che tra i problemi fondamentali c’è l’atteggiamento del governo tunisino: “C’è l’impegno da parte delle autorità tunisine alla prevenzione e al contrasto dei flussi illegali in uscita dalla Tunisia, che purtroppo non è avvenuto, e non c’è stata disponibilità ad accogliere i rimpatri. Ho chiesto a Berlusconi di sollecitare il primo ministro tunisino, e credo sia necessario recarsi a Tunisi”. Il Ministro avrebbe inoltre dichiarato che il nostro stato si impegnerebbe per la “realizzazione di altri siti, capaci di accogliere, qualora ce ne fosse bisogno, altri diecimila immigrati”, nonostante il parere contrario di alcune Regioni, che secondo Maroni, non potrebbero “chiamarsi fuori dalla gestione dell’emergenza, comprese le regioni del nord e quelle amministrate dalla Lega”.

Chiara Ripamonti

 

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