Approvata richiesta Pdl, esame slitta a martedì. La diretta dalla Camera dei Deputati

Approvata richiesta Pdl, esame slitta a martedì. La diretta dalla Camera dei Deputati

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ROMA, 31 MARZO – La  Camera dei Deputati ha approvato la proposta del Pdl di fare slittare a martedì prossimo l’esame del testo sul processo breve. La proposta della maggioranza è passata pressochè all’unanimità. In precedenza l’aula di Montecitorio ha respinto sul fil di lana, soli due voti di scarto, la richiesta avanzata dal Pd di rinviare in commissione il ddl sul processo breve. La richiesta era stata avanzata dal deputato dei democratici Roberto Giachetti, la maggioranza si era espressa contro.

ORE 16.00 - Il senatùr contro La Russa. “Doveva stare zitto. Così si fa il gioco delle opposizioni. Un episodio così sarebbe meglio non ci fosse stato perché non bisogna perdere tempo ma accelerare”. Con queste parole il ministro Umberto Bossi critica l’atteggiamento belligerante assunto ieri dal ministro Ignazio La Russa nei confronti. “Se aveva paura – aggiunge Bossi – non doveva andare fuori. Oppure me lo diceva – dice il Senatur indicando il suo accompagnatore – gli davo lui che è cintura nera di karate”.

ORE 14. 20 – L’opposizione tenta il colpo di mano. Roberto Giachetti, deputato Pd, ha chiesto il rinvio del testo in commissione, come ulteriore riflessione sul provvedimento. La richiesta andrà messa in votazione.

ORE 14.10 – Il Pdl ha chiesto ufficialmente in aula alla Camera di rinviare l’esame del processo breve a martedì.Simone Baldelli, deputato Pdl, ha spiegato in aula che questo rinvio è motivato anche dalla necessità di tranquillizzare il clima di tensione che si è registrato in queste ore nel paese.

ORE 14.00 – LA RUSSA – “Ieri pomeriggio, mentre uscivo dalla Camera sono stato vittima di una incredibile aggressione, non mi è mai successo prima, non sono riuscito ad arrivare alla mia macchina e sono dovuto rientrare”. Questo il commento del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sugli incidenti scoppiati davanti a Montecitorio. “Quando sono rientrato in Aula – ha spiegato La Russa – ho preso la parola per denunciare che i contestatori erano le stesse persone che il 17 marzo protestavano contro Berlusconi: difficile quindi pensare che non fosse una cosa organizzata fin dalla prima parola ci sono state contestazioni. Ma – conclude il ministro – è intervenuto Franceschini e mi sono meravigliato per la sua tesi che attribuiva a me responsabilità per quanto accaduto”.

 

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