Caso Ruby: Il Giornale attacca la Bocassini

Caso Ruby: Il Giornale attacca la Bocassini

MILANO, 27 GENNAIO – Inizia anche per Ilda Bocassini, procuratore aggiunto del Tribunale di Milano e magistrato responsabile delle indagini relative al caso Ruby, il calvario dell’attacco mediatico.

Ancora una volta a lanciare la provocazione è Il Giornale che dedica la sua prima pagina di oggi agli “Amori privati della Bocassini”.

Il quotidiano di proprietà di Paolo Berlusconi, fratello del Premier, e diretto da Alessandro Sallusti, che già in passato si è distinto per la sua forte attenzione mediatica nei confronti degli avversari politici del Presidente del Consiglio, inaugura oggi la prima volta della vita privata di Ilda Bocassini sulle pagine di un giornale.

Il precedente ricordato dal quotidiano della famiglia Berlusconi è quello relativo ad un procedimento aperto dal Csm contro il procuratore aggiunto milanese nel 1982, relativo ad una relazione sentimentale che la Bocassini avrebbe intrapreso con un cronista del Palazzo di Giustizia.

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Come riporta Il Giornale, le accuse del periodo al magistrato furono molto gravi.

Innanzitutto la storia con il cronista, legato agli ambienti di sinistra, avrebbe potuto arrecare alla Procura un danno di immagine, soprattutto relativo alle possibili voci che avrebbero accompagnato sia la relazione dei due nei corridoi, sia la possibilità di fughe di notizie sospette.

L’allora procuratore di Milano Mauro Gresti chiese per la sua sottoposta il trasferimento per incompatibilità e della faccenda si occupò la sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura.

Alla richiesta del procuratore di esprimere una netta censura del comportamento della Bocassini, tuttavia nel 1983 il Csm rispose negando il trasferimento ed interrompendo il procedimento disciplinare, in quanto “nel ribadire il proprio orientamento in materia di diritto alla privacy, ritiene il comportamento della dottoressa Boccassini non abbia determinato alcuna eco negativa, nè all’interno degli uffici giudiziari, come provano le attestazioni dei colleghi della Procura, nè all’esterno”.

Una vicenda dunque durata circa un anno che si concluse con il riconoscimento della legittimità della condotta della Bocassini.

Dopo l’attacco di questa mattina, non si è fatta attendere la risposta della Procura che, per mezzo di Edmondo Bruti Liberati, ha espresso la sua ferma condanna della campagna mediatica inaugurata oggi sul Giornale.

“Gli attacchi si qualificano da soli” – ha affermato il Procuratore Generale, che ha proseguito dichiarando che in un Paese civile in cui c’è rispetto per la magistratura, questo tipo di denigrazioni dovrebbero essere motivo di preoccupazioni per chi le pone in essere e non per chi le riceve.

Si apre ora il dibattito politico che registra le prime repliche dell’Italia dei Valori. Leoluca Orlando infatti ripercorre le tappe “degli attacchi della stampa berlusconiana”, a partire dal pedinamento del Giudice Mesiano, passando per il caso Boffo, sino ad arrivare all’ “ultima sparata sulla Bocassini”.

Vincenzo Nastasi

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