Caso Ruby, Bagnasco: «Il disagio morale colpisce il Paese»

Caso Ruby, Bagnasco: «Il disagio morale colpisce il Paese»

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ROMA, 25 GENNAIO – Era attesa una presa di posizione ufficiale della Chiesa dopo le parole degli ultimi giorni del Cardinal Bertone, che aveva dichiarato di condividere le preoccupazioni del Presidente della Repubblica, ed oggi il Cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso il suo pensiero sugli accadimenti dell’ultima settimana.

L’occasione è stata offerta dall’apertura del Consiglio Episcopale Permanente ad Ancona, dove Bagnasco ha tenuto il discorso introduttivo.

Un discorso ricco di spunti, che va analizzato proprio alla luce non tanto degli attesi commenti sul comportamento del Presidente del Consiglio, quanto invece sulle affermazioni del presidente della CEI sugli strumenti di indagine impiegati e sulle conseguenze dei teatrini degli ultimi giorni.

Come ha affermato anche il vescovo di Campobasso, Giancarlo Bregantini, quindi, un discorso “di metodo”.

Innanzitutto è bene premettere che, al contrario del collega Bertone, il Cardinal Bagnasco ha omesso di proporre riferimenti diretti ai personaggi invischiati nel caso Ruby, ma ha preferito mantenersi su un piano più astratto, parlando in linea generale.

Condividendo il monito di Napolitano, anche il presidente della CEI ha espresso la sua ferma condanna degli atteggiamenti degli uomini politici, al servizio della nazione, che emergono dalle intercettazioni

Per Bagnasco, atteso comunque che tutto andrà verificato, in breve tempo e nelle sedi opportune, l’opinione pubblica “guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale”. Ma il cardinale va oltre, spiegando che il motivo di tale indignazione non risiede nella volontà di insinuarsi nella vita privata altrui e di giudicare i comportamenti in quanto tali, ma nella consapevolezza che atteggiamenti di questo tipo sono incompatibili con le cariche che gli uomini pubblici ricoprono e che debbono onorare con il massimo decoro.

Cita quindi l’art. 54 della Costituzione Bagnasco, proprio per ribadire come la Chiesa, lungi dal voler partecipare alla “corsa all’indignazione” di questi giorni, ritiene opportuno fermarsi alla semplice valutazione dei fatti e quindi ribadire che chiunque assolve funzioni pubbliche deve farlo preservando l’onore suo e della carica che ricopre.

Ma Bagnasco non si rivolge solo al Premier. Bastano pochi istanti perchè il presidente della CEI proponga un nuovo spunto di riflessione, questa volta sulla sovrabbondanza degli strumenti di indagine impiegata dagli inquirenti.

Secondo Bagnasco infatti, seppure nel rispetto dei poteri della magistratura, è necessario ricondurre ad equità il rapporto tra il potere politico e quello giudiziario e bisogna quindi interrogarsi sul motivo dell’utilizzo di così ingenti quantità di intercettazioni telefoniche.

La seconda parte del discorso è dedicata poi alle conseguenze che una diatriba di questo genere può generare.

E le conseguenze tratte da Bagnasco sono molto chiare ed oggettive.

Da un lato infatti ne risente l’immagine dell’Italia. Un’Italia che appare instabile ed in balìa degli attacchi reciproci fra il Premier ed i Magistrati. Uno spettacolo non certo edificante per gli osservatori internazionali.

Dall’altro, e questa è la preoccupazione che più coinvolge la Chiesa, una confusione di questo genere non può che avere una ricaduta sui giovani e sulla loro fiducia nel futuro.

Un’etica improntata al guadagno illimitato e all’ostentazione di sé, miete quindi per Bagnasco, le sue vittime proprio fra le generazioni più giovani e mina la loro possibilità di impegnarsi a costruire un futuro migliore per questo Paese.

Al termine del discorso sono stati molti gli applausi dell’uditorio e non si sono fatte attendere le repliche degli esponenti politici.

Per Gasparri (Pdl), al di là delle strumentalizzazioni, il discorso di Bagnasco rappresenta un monito per tutti e non solo al Premier Berlusconi.

Per Rosy Bindi (Pd) invece, il monito di Bagnasco dà voce all’indignazione popolare ed è un chiaro invito a Berlusconi a fare un passo indietro.

Se quindi ci si aspettava dalla Chiesa una dura condanna del Premier e sopratutto la richiesta di dimissioni, certo non è questo il contenuto del discorso di Bagnasco.«»

Il capo dei vescovi ha preferito invece non scendere nei particolari ed ha cercato di indirizzare le critiche della Chiesa ad entrambe le parti in causa proprio per cercare, più di ogni altra cosa, non tanto di chiarire la situazione, quanto di fare in modo che questa sia “meno rumorosa possibile”.

E’ stato un invito ad abbassare i toni quello di Bagnasco e non resta ora che attendere la risposta delle parti in causa.

Vincenzo Nastasi

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2 Responses to "Caso Ruby, Bagnasco: «Il disagio morale colpisce il Paese»"

  1. alessio di benedetto  2011/01/25 at 22:17

    Ogni qualvolta ascolto i cristiani parlare di morale, mi sento quasi rivoltare lo stomaco. Karl-Heinz Deschner E di tutti i flagelli da cui è afflitto il genere umano, la tirannia ecclesiastica è il peggiore. Daniel Defoe Karol Wojtyla, eletto papa col nome di Giovanni Paolo II nel 1978, annunciava che la corruzione del clero, dei vescovi, preti e frati e la loro perversione sessuale, che miete vittime fra ragazzini e ragazzine, non escluse le donne altrui e le suore, sono da ascrivere totalmente alla depravazione dei costumi ed alla degradazione della morale nella “società moderna”. Insomma, noi abbiamo abbandonato la fede nel dio cattolico (ormai solo il 17% in Europa lo è effettivamente) ed ecco i risultati! Ma è poi vera un’idea del genere o è un modo piuttosto imbarazzante di trarsi d’impaccio di fronte al dilagare della pedofilia che ha colpito in particolare il suo pontificato, insieme con tutti gli scandali finanziari della Banca Vaticana o IOR e i finanziamenti in nero alla sua Polonia affinché Walesa si liberasse dal giogo comunista, l’attentato alla sua persona, il delitto degli Estermann nella Santa Sede, la sparizione della giovane Emanuela Orlandi, le collusioni con i regimi sanguinari dell’America del Sud, l’Opus Dei, la P2 di Licio Gelli, il programma controriformistico e di restaurazione della Chiesa arcaica medievale, fedelmente seguito da Ratzinger nell’attuale pontificato… da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25

  2. Francesco Spinelli  2011/01/26 at 14:23

    Bisogna che nel suo complesso il Paese ringiovanisca, torni a crescere dal punto di vista culturale e quindi anche sociale ed economico , battendo i catastrofismi. Cambiare in meglio di può e si deve. Le cortine fumogene svaniscono, arroganze e supponenze contano poco. I sacrifici che i cittadini stanno affrontando acquistano un senso se vengono prospettati obbiettivi credibili e affidabili ”

    http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/17596/Prolusione_24_01_2011.doc

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