Luca Sanna, alla mamma diceva “non mi fregano e invece l’hanno fregato”

Luca Sanna, alla mamma diceva “non mi fregano e invece l’hanno fregato”

SAMUGHEO (ORISTANO), 19 GEN.La salma di Luca Sanna, l’alpino ucciso in Afghanistan, è sbarcata in Sardegna dove domani si svolgeranno i funerali privati. I funerali di stato invece si sono tenuti questa mattina a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Luca nato il 4 novembre 1978 a Oristano in Sardegna, residente a Udine, lascia la moglie Daniela che aveva sposato a fine settembre. Era in missione in Afghanistan dal 2004, come volontario di truppa con il ruolo di Caporalmaggiore.

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Dall’informativa del ministro La Russa alla Camera si apprende che non è stato il “fuoco amico”, come sembrava dalle prime ricostruzioni, ad uccidere il militare italiano, a sparare è stato “un infiltrato nell’Esercito afghano, cioè uno dei militari” che prestava servizio insieme ai soldati italiani nell’avamposto di Bala Murghab, identificato in seguito come Gullab AlI Noor, nato nel Kunduz, distretto di Archi, villaggio di Sufi Zaman. “Al momento dell’episodio erano presenti nell’avamposto 8 militari afghani e 10 italiani – ha spiegato La Russa – l’autore dell’attacco non era una persona vestita da soldato afghano, ma un infiltrato nell’esercito, quindi uno degli 8 afghani nell’avamposto, in servizio da tre mesi e da 45 giorni nell’avamposto.” Nell’informativa il ministro della Difesa ha ribadito la volontà del Governo di non venir meno all’impegno dell’Italia in Afghanistan.

“Luca era un ragazzo a cui tutti volevano bene, – ricorda la mamma Rita Castellano – era andato in Afghanistan perché era il suo lavoro, non per i soldi”. “Mi aveva detto, mamma non mi fregano, non mi faccio fregare, e invece l’hanno fregato”

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Cristina Reggini

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