Ballarò, Floris e le telefonate del Cavaliere

Ballarò, Floris e le telefonate del Cavaliere

Impazzano le reazioni dopo la puntata di Ballarò in cui il presentatore Giovanni Floris ha deciso di rifiutare la telefonata del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

“Ha telefonato il presidente Berlusconi (ha riferito Floris in finale di trasmissione), ma visto come era andata l’ultima volta, lo abbiamo invitato a venire da noi la prossima settimana”.

IL PRECEDENTE – Per Floris non è la prima volta. Anche in passato il Premier era intervenuto al telefono in diretta tv per dare la sua versione dei fatti. Il conduttore di Ballarò non si era mai rifiutato di dare la parola al Premier come accadde anche nella del 23 novembre. In quell’occasione Floris fece intervenire il Presidente Berlusconi con la garanzia che alla fine dell’intervento si sarebbe sottoposto ad alcune domande del conduttore. Ma alla fine dell’intervento, molto agitato e infastidito per quello che gli ospiti di Floris avevano detto in studio, il Premier riattaccò senza dare la possibilità a Floris di intervistarlo.

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Questa volta Floris, ha chiesto al Premier di presentarsi in trasmissione negando così di fatto al Premier di poter parlare in diretta Tv e scatenando le reazioni del berluscones.

Sul sito de “Il Giornale” la reazione è molto dura. Si critica il conduttore RAI per aver fatto un uso indebito della Tv pubblica. Anche Libero non le manda a dire al conduttore di Ballarò additandolo come censore.

Chissa se Floris la prossima settimana ripeterà quello che fece Michele Santoro in una puntata de “Il  raggio verde” in cui il conduttore di Salerno decise di attendere il Premier, invitato e mai presentatori in trasmissione, con un poltrona vuota e cantando “Bella Ciao”.

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Sono giorni concitati non solo per la politica ma anche per il giornalismo che diviso tra berluscones ed anti-berluscones rischia di perdere ancora una volta l’occasione giusta per fare il suo mestiere: informare.

Forse è giunto il tempo di pretendere un dibattito serio e completo tra le parti politiche, con conduttori che abbiano il diritto di fare domande e che siano anche all’altezza di farlo. Evitando di ridurre sempre tutto ad un referendum su Silvio Berlusconi.

Riccardo Capone

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