Afghanistan: è morto il militare italiano colpito alla testa, ad ucciderlo il fuoco amico

Afghanistan: è morto il militare italiano colpito alla testa, ad ucciderlo il fuoco amico

KABUL, 18 GEN. E’ morto l’alpino italiano colpito alla testa nella sparatoria avvenuta all’interno di un avamposto nei pressi della base italiana a Bala Murghab, in Afghanistan, poco prima delle 13. Non sarebbe in pericolo di vita il militare colpito alla spalla. In quella base opera l’ottavo reggimento Alpini di Cividale del Friuli. La dinamica dello scontro è ancora da ricostruire, a uccidere l’alpino potrebbe essere stato il “fuoco amico”. Fonti della Difesa riferiscono che il militare italiano “forse è stato fatto oggetto di fuoco da personale militare afghano o da una persona che, comunque, indossava una divisa dell’esercito afghano”. Sale a 36 il numero delle vittime in quella che sempre meno sembra una missione di pace.

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La base italiana di Bala Murghab si trova nella fascia orientale della provincia di Farah, nel nord ovest del paese, in un’area ad alto rischio “insurgents”, confinando con l’Helmand, roccaforte dei talebani. Il ministro La Russa, convocati d’urgenza i vertici militari, ha spiegato l’attacco agli italiani in Afghanistan: “per la prima volta dopo tanti anni non siamo più solo dentro le basi fortificate ma miriamo a controllare il territorio e a fare in modo che effettivamente la popolazione afghana possa rientrare nei propri villaggi, il che significa avere avamposti di pochi metri quadrati difesi dai militari italiani e dai militari afghani e quindi più facilmente soggetti ad attacchi, sparatorie e conflitti con insurgents”.

L’Ufficio Stampa del Quirinale in una nota riferisce che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “appresa con profonda commozione la notizia dello scontro a fuoco avvenuto a Bala Murghab, in cui un militare italiano ha perso la vita e un altro è rimasto ferito, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del militare caduto nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, e un affettuoso augurio al militare ferito». Cordoglio anche da parte del ministro degli Esteri Franco Frattini che dichiara: “Si tratta purtroppo di un ulteriore, carissimo contributo pagato dai nostri soldati nella loro quotidiana lotta contro il terrorismo internazionale”.

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Cristina Reggini

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