Michele Misseri chiede scusa a Sabrina: «senza quella confessione arrestavano mamma e zio Carmelo»

Michele Misseri chiede scusa a Sabrina: «senza quella confessione arrestavano mamma e zio Carmelo»

TARANTO, 17 GEN. – Michele Misseri confessa l’omicidio della nipote Sarah Scazzi poi ritratta, coinvolge nel delitto la figlia Sabrina poi le chiede scusa per averlo fatto. Qualcosa o qualcuno si nasconde dietro le mille verità del contadino di Avetrana che parla e scrive lettere senza alcuna logica apparente.

E’ un italiano sgrammaticato quello con cui si rivolge alla figlia Sabrina nella lettera scritta la vigilia di Natale: “Cara Sabrina sono io che scrivo Papà. Perdonami se to dato la colpa ma io non volevo sono stato costreto a fare la falsa perché io mi sono sentito ricatato. Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo io per non mettere altri innocenti o dovuto fare la falsa. So che è dificile chiederti perdono, lo so che sei innocente. Io tutte le sere dico le preghierine per te e Sarah e io per te e Sara ho due pesi sopra lo stomaco che sono cosi pesanti che non ci riesco più a sopportarli”.

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Durante l’interrogatorio di sabato 15 gennaio, nell’ambito delle indagini difensive, gli avvocati di Sabrina Misseri, Coppi e Velletri hanno chiesto a Michele Misseri di riconoscere come sue le due lettere scritte alle figlie alla vigilia di Natale. Le missive, secondo i difensori di Sabrina, potrebbero far crollare l’impianto accusatorio nei confronti della loro assistita e aprire nuovi scenari per gli inquirenti. L’avvocato Franco Coppi, ha dchiarato: “Avevamo interesse a far riconoscere alcune lettere di questo signore spedite alle figlie. L’indagato ha riconosciuto come sue queste lettere, ha ammesso che non sono frutto di minacce o di pressioni o dell’intenzione di favorire questo o quello. L’interrogatorio è finito qui”. Le due missive al termine dell’interrogatorio sono state consegnate ai pubblici ministeri. Si attendono ora nuovi colpi di scena e nuove verità, perché nulla è come sembra nell’orribile vicenda di Avetrana.

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Cristina Reggini

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