IL FATTO | Legittimo impedimento bocciato in parte

IL FATTO | Legittimo impedimento bocciato in parte

ROMA, 14 GENNAIO – La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente incostituzionale il cosiddetto ‘legittimo impedimento’, la legge 51 del 2010 che almeno fino al prossimo ottobre mette al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei tre processi a suo carico (Mills, Mediaset e Mediatrade). I sì sono stati 12, i no 3.

I commi della legge sul ‘legittimo impedimento’ bocciati in tutto o in parte dalla Consulta sono stati dichiarati illegittimi per violazione degli artt. 138 (necessità di una legge costituzionale) e 3 della Costituzione (principio di uguaglianza dinanzi alla legge e irragionevole sproporzione tra diritto di difesa ed esigenze della giurisdizione).

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La Consulta ha bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010 e ha bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del ‘legittimo impedimento’.

La Corte costituzionale ha fornito una interpretazione del comma 1 ritenendolo legittimo solo se, nell’ambito dell’ elenco di attività indicate come impedimento per premier e ministri, il giudice possa valutare l’indifferibilità della concomitanza dell’impegno con l’ udienza, nell’ottica di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.

Redazione


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