Proteste bipartisan per il caso Battisti

Proteste bipartisan per il caso Battisti

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ROMA, 4 GENNAIO – Continua fa tenere banco il “caso Battisti” dopo la decisione del Presidente (orami uscente) Brasiliano Lula di avallare le motivazioni dell’Avvocatura dello Stato e negare l’estradizione all’ex terrorista.

L’Ambasciata Brasiliana di Piazza Navona sarà oggi della protesta dei politici di ogni schieramento. Dalle 16 si altereranno PdL e l’UdC, poi PD, e La Destra di Storace. Nel pomeriggio, assieme al PdL, sarà in piazza anche Alberto Torrigiani (dirigente del Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè) figlio del gioielliere per il cui omicidio è stato condannato Battisti.

LA STORIA – Cesare Battisti ex terrorista e scrittore italiano è stato condannato in contumacia dai tribunali italiani in quanto considerato responsabile di quattro omicidi per i quali ha maturato 3 ergastoli e 13 anni di carcere. Battisti era uno dei leader del PAC (Partigiani Armati per il Comunismo) organizazione nata nel 1977 in Lombardia.

Battisti è stato tutelato in Francia dalla politica di Mitterand ottenendo la tutela da parte dello stato oltealpino come rifugiato politico. Nel 2007 fuggito in Brasile, trovò nel paese sudamericano la tutela che fino ad allora gli aveva garantito la Francia. Il 31 dicembre 2010 il Presidente Lula ha negato l’estradizione facendo esplodere le proteste da parte degli esponenti di governo.

IL CASO – Emerge dal caso Battisti la preoccupazione che il “no” all’estradizione possa inasprire i rapporti con il Brasile che ha espresso un parere molto grave nei confronti dello Stato italiano. La motivazione infatti del “no” da parte di Lula è basata sulla preoccupazione che possa essere a rischio l’incolumità del terrorista rosso. Come se l’Italia non garantisse adeguate tutele per i propri detenuti.

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Inoltre sono in molti a sostenere che la decisione del Presidente Lula sia stata viziata da forte idealismo . Non si spiegherebbe la razione per qui, dopo le dichiarazioni della Neo presidente eletta Dilma Rousseff (che si era detta favorevole all’estradizione), Lula abbia deciso di dire “no” al trasferimento in Italia di Battisti come ultimo atto del suo mandato.

REAZIONI – Il Governo e tutti i partiti di maggioranza si dicono contrariati e sconcertati per non aver dato all’Italia la possibilità di assicurare alla giustizia un assassino. Dello stesso avviso, con toni meno estremi si sono collocati anche UdC e Pd. Il Segretario Nazionale della Federazione della Sinistra Ferrero invece ha chiesto al Governo italiano di “rispettare la sovranità del Brasile”.

DAL CARCERE – Battisti fa pervenire ai mezzi di informazione internazionali una lettera tramite i suoi legali in cui di dice “terrorizzato” dall’idea di ritornare in Italia. “Preferisco – continua l’ex terrorista – morire”. Si difende dalle accuse che gli sono state mosse in questi anni dai suo ex compagni pentiti della PAC (Giuseppe Memeo, Sante Fatone, Sebastiano Masala e Gabriele Grimaldi) che Battisti indica come i veri killer degli omicidi per cui è stato condannato.

TORRIGIANI – Intanto nelle ultime ore il figlio del gioielliere Torrigiani per cui Battisti è stato condannato all’ergastolo, chiede alla sinistra di scendere in piazza e sostenere la protesta contro la decisione del Presidente brasiliano dicendosi convinto che si riuscirà a convincere la corte suprema brasiliana ed assicurare definitivamente Battisti alla giustizia italiana.

Riccardo Capone

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