Sarah Scazzi/ L’arma del delitto resta un mistero

[ad#Juice 250 x 250][ad#Juice PopUnder2][ad#Juice Overlay][ad#Cpx Popunder]

ROMA, 26 NOV. – La cinta ritrovata nella Seat Marbella di Michele Misseri, repertata insieme ad altre 49 raccolte nella villetta di via G. Deledda ad Avetrana dai carabinieri del Reparto Operativo di Taranto e inviate ai Ris di Roma, non presenta quella macchia di natura verosimilmente biologica riscontrata invece su un’altra cintura.

È stato Michele Misseri, sia nel corso dell’interrogatorio del 5 novembre che dell’incidente probatorio del 15, a indicare in una cinta unisex l’arma che la figlia Sabrina avrebbe usato per strangolare Sarah.

Il colore della cintura trovata in auto è grigio mentre Michele Misseri ha dichiarato che in garage era presente una cinta di colore verdino che poi lui avrebbe riappeso subito dopo averla slacciata dal collo di Sarah, ma ha anche precisato di non averla più vista nei giorni successivi all’omicidio.

All’attenzione dei Ris ci sarebbe una terza cintura, di color nero, che presenterebbe una macchia la cui natura sarebbe ancora da accertare e che corrisponderebbe anche alle caratteristiche (larghezza e cuciture) indicate durante la perizia medico-legale del professor Luigi Strada, incaricato dalla Procura della Repubblica di Taranto.

Redazione

Leave a Reply

Your email address will not be published.