Sarah Scazzi, la gelosia armò la mano di Sabrina

Sarah Scazzi, la gelosia  armò la mano di Sabrina

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TARANTO, 23 NOV- . Sembra arrivato a una svolta il delitto che ha tenuto banco per tutta la fine dell’estate. Il Tribunale del Riesame di Taranto sembra trovare nella gelosia il movente che ha armato la mano di Sabrina Misseri, cugina della vittima, 15enne, Sarah Scazzi. La ragazzina, agli occhi della cugina maggiore, era responsabile dell’allontanamento del giovane da lei desiderato, tale Ivano Russo, con il quale pochi giorni prima dell’omicidio aveva  avuto una breve avventura.

Confidato l’accaduto alla cugina, questa ne aveva poi parlato con il fratello, Claudio, il quale si premunì di chiedere spiegazioni dell’accaduto al ragazzo. Ivano a questo punto ritenne opportuno avere un chiarimento con Sabrina, dalla quale si allontano. Sabrina ritenne la cuginetta responsabile dell’allontanamento dell’”amato”, del quale era a sua volta invaghita. Sembra, dunque, che l’assassinio della quindicenne sia stato compiuto d’impeto, sebbene non possa essere esclusa una premeditazione

. Ora esce del tutto ridimensionata la figura dello zio di Sarah, Michele Misseri, che per primo si era accusato dell’omicidio, del suo occultamente e di vilipendio di cadavere. Secondo l’interpretazione del Tribunale di Taranto l’uomo “dalla personalità assolutamente mite”avrebbe agito per tenere la figlia prediletta immune da ogni responsabilità, tesi suffragata anche dall’incapacità dell’uomo di “riproporre azioni di strangolamento compatibili con l’impronta- solco riscontrato sul collo della Scazzi”.

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Cambia anche la posizione della moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano, la quale aveva sempre negato di essere stata in casa la mattina del 26 agosto, giorno dell’omicidio, ma di avervi fatto rientro solo dopo le 13. La presenza in casa della donna sarebbe confermata da un movimento bancario avvenuto alle 12:18 presso la Banca di Credito Cooperativo di Avetrana.

di Maria Scopece

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