Camorra: cadono le teste dei Casalesi, arrestato il boss Antonio Iovine

Camorra: cadono le teste dei Casalesi, arrestato il boss Antonio Iovine

NAPOLI, 17 NOV. Oggi la squadra mobile di Napoli ha arrestato il superlatitante Antonio Iovine, 46 anni, mettendo a segno un nuovo colpo nella lotta contro la criminalità organizzata. Ricercato da oltre 14 anni, Iovine soprannominato “‘O ninno”, era uno dei capi del clan dei Casalesi. Ora lo attende il regime di carcere duro, il ministro Alfano ha fatto sapere che firmerà subito per l’applicazione del 41 bis. L’arresto di Iovine è avvenuto nel primo pomeriggio a Casal di Principe, nell’abitazione di un muratore risultato incensurato, ma considerato un fiancheggiatore dei Casalesi e finito in manette per favoreggiamento. L’operazione che ha visto il coinvolgimento di 30 uomini della squadra mobile partenopea si è conclusa positivamente anche grazie alle intercettazioni telefoniche ed ai pedinamenti, precisano gli investigatori.

[ad#Juice 300 x 250][ad#Juice Overlay][ad#Juice PopUnder2][ad#Cpx Popunder]

Soddisfatto il Ministro dell’interno Roberto Maroni, che al tg5 dichiara: “E’ una giornata bellissima, l’arresto di questo pericoloso latitante costituisce un colpo durissimo contro la criminalità organizzata.” Iovine, spiega Maroni “è il “vero capo della camorra, dopo l’arresto di ‘Sandokan’ Schiavone.” “E’ una giornata da incorniciare”, ha poi concluso Maroni. L’operazione “conferma il successo del governo nella battaglia contro la criminalità organizzata” avrebbe dichiarato il premier Silvio Berlusconi nel congratularsi col ministro dell’interno. Alfano, ministro della Giustizia ha detto che l’arresto di Iovine è “un’ulteriore conferma che la squadra Stato vince e l’antimafia giocata batte quella parlata”.

Latitante dal 6 dicembre ’95, Iovine faceva parte dell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del Viminale e dal 1999 pendeva sulla sua testa anche un mandato d’arresto internazionale. E’ stato condannato più volte per omicidio, associazione di stampo mafioso, estorsione, e altri reati aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso Nel gennaio scorso è stato condannato all’ergastolo, con sentenza passata in giudicato, nell’ambito del maxi processo Spartacus, insieme ad altri personaggi di spicco della camorra come Francesco “Sandokan” Schiavone, Francesco Bidognetti e Michele Zagaria.

Cristina Reggini

Leave a Reply

Your email address will not be published.