Sarah Scazzi, le tracce di Dna da contatto custodi della verità

Sarah Scazzi, le tracce di Dna da contatto custodi della verità

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ROMA, 17 NOV. Sono iniziati oggi gli accertamenti scientifici sulle cinture sequestrate ad Avetrana: nel laboratorio del Ris di Roma è arrivata la corda che secondo Michele Misseri è stata usata per imbragare e calare il corpo di Sarah Scazzi nel pozzo, la cintura che, sempre secondo la versione del contadino di Avetrana, l’uomo avrebbe trovato intorno al collo della 15enne e 14 delle cinture sequestrate a casa Misseri, frutto di una prima selezione operata a monte.

Secondo alcune indiscrezioni trapelate ieri all’agenzia di stampa Apcom su alcune delle cinture sono state rilevate delle macchie. Durante una prima fase ispettiva quindi sono stati fatti dei test orientativi per capire la natura delle macchie sulle cinture. Nel caso in cui i test risultassero negativi si avrebbe la certezza che non si tratti di sangue, se invece i test risultassero positivi si aprirebbe la strada ad un’altra serie di accertamenti per arrivare a determinare la effettiva natura delle tracce.

A quanto si apprende su una delle cinture il test orientativo avrebbe dato risultato positivo e ora quindi saranno condotti altri test incrociati per stabilire se effettivamente si tratti di sangue. Comunque quello che stanno cercando insistintemente gli investigatori sono tracce di Dna da contatto: ammesso infatti che Sarah Scazzi si stata strangolata con una delle cinture arrivate nel laboratorio del Ris, quello che si cerca di stabilire é se ci sono segni che possano andare in questa direzione, quindi tracce di dna da contatto, come sudore, o materiale sebaceo.

Ieri ai consulenti di parte è stato mostrato il materiale sul quale si concentreranno gli esami, e gli accertamenti veri e propri sono quindi iniziati oggi.

Redazione | Fonte Apcom

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