Sarah Scazzi, due capelli su una corda. A chi appartengono?

Sarah Scazzi, due capelli su una corda. A chi appartengono?

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TARANTO, 17 NOV. – Due capelli su una delle cinquanta corde. E alcune macchie di sangue sulle cinture. Sono i primi risultati degli esami scientifici condotti dagli specialisti del Ris dopo l’ennesimo sopralluogo a casa Misseri, in via Grazia Deledda ad Avetrana.

Corda e cinture erano state sequestrate in masse alla luce delle del Michele Misseri ter, lo zio che ha svelato il giallo della morte di Sarah Scazzi.

Nell’ultimo interrogatorio in carcere, il contadino di Avetrana aveva rimescolato le carte. Si era rimangiato la confessione, lavandosi le mani dal macabro delitto del 26 agosto. Al pm Buccaliero ha detto che ad uccidere fu solo Sabrina. “Ha strangolato Sarah con una cintura. Io ho nascosto il cadavere nel pozzo. L’ho calato con una corda”.

Frammenti di verità che avevano spinto gli inquirenti al blitz ad Avetrana. Proprio il racconto di Misseri aveva consentito il recupero della corda, che aveva nascosto nell’auto della moglie Cosima. Poi i carabinieri avevano sequestrato tutte le cinture trovate in casa Misseri.

Su quella corda gli esperti hanno rinvenuto due capelli. L’esame del Dna chiarirà finalmente se appartengono alla vittima, oppure ad uno dei numerosi protagonisti della vicenda. Sulle cinture analisi per catalogare le macchie.

Nel frattempo cresce l’attesa per l’incidente probatorio di venerdì; la figlia Sabrina assisterà all’interrogatorio del padre nel carcere a Taranto.

Redazione

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