La Pm Annamaria Fiorillo: “Il caso Ruby non è chiuso”

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Roma, 15 NovembrePotrebbe essere stata “una ragion di Stato” a portare il ministro dell’interno Roberto Maroni ad affermare davanti alle Camere che la notte in cui Ruby venne accompagnata in Questura a Milano e poi affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti tutto avvenne in modo regolare e con l’ok della pm della Procura dei minorenni. È la lettura data dal pm dei minori Annamaria Fiorillo, di turno quella sera tra il 27 e il 28 maggio scorsi, intervistata in diretta da Lucia Annunziata durante la trasmissione “In 1/2 H” andata in onda su Rai 3.

Il pm – che ha di nuovo sostenuto che le dichiarazioni del ministro non sono state “conformi” alla sua “diretta esperienza” e ha negato di aver dato il consenso all’affido – lamentando la mancanza di trasparenza in tutta la vicenda ritornata a galla negli ultimi giorni, a proposito di Maroni ha osservato: “Ognuno di noi ha la responsabilità del ruolo che sta rivestendo e in quel momento il ministro parlava come un membro del governo. Quindi, avrà le sue responsabilità politiche ma anche delle ragioni politiche. Potrebbe essere, chiamandola in modo molto generico, una ragion di Stato”. “Ma io penso – ha ribadito – che qualunque ragione per quanto grande e importante sia, non può essere così assorbente da consentire la violazione della legalita”.

Nell’intervista, dopo aver ripercorso, ha detto, “quel che ho visto e udito” quel giorno, Annamaria Fiorillo, che proprio ieri avrebbe ricevuto una lettera con cui il suo capo della procura le ricordava come in base all’ordinamento giudiziario i rapporti con la stampa debbano essere tenuti dal Procuratore della Repubblica, ha spiegato che in Questura “hanno fatto quel che volevano” e che lei non ha “saputo più niente” della vicenda di Ruby, men che meno della telefonata del premier della quale è venuta a conoscenza solo leggendo i quotidiani. Ha parlato di una sorta di diverbio avuto con il commissario capo Giorgia Iafrate che le era sembrata “come se fosse tenuta allo svolgimento di quell’atto (l’affidamento di Ruby, ndr)” e si è rammaricata di non aver capito che la funzionaria “era in difficoltà”. Spiegando ancora che forse nella sua relazione invece di “non ricordo di avere autorizzato l’affidamento” avrebbe dovuto scrivere “ricordo di non avere autorizzato”, ha fatto notare come per questa vicenda non sia mai stata convocata per “chiarimenti”.

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Pur avendo “messo in conto di poter essere esposta a critiche” – è stato fatto un cenno alla vicenda di Clementina Forleo – il pubblico ministero ha spiegato di aver riaperto il caso perchè è stata «”irata in ballo l’autorità giudiziaria”. “Ho avuto un padre magistrato – ha concluso -, ho sempre sentito la dignità della magistratura e non penso sia una buona cosa che venga usata. E se così è, però, tutto deve essere chiaro e trasparente. E fino adesso, secondo me, questa trasparenza non c’è”.

Eleonora Braghiroli

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