Dall’Italia un passo avanti nella ricerca del vaccino anti-Aids

Dall’Italia un passo avanti nella ricerca del vaccino anti-Aids

ROMA, 13 NOV. – E’ un team tutto italiano, guidato dalla dottoressa Barbara Ensoli, dell’Istituto superiore di sanità, ad avere scoperto un  vaccino terapeutico anti-Aids. Il farmaco agisce sul sistema immunitario del paziente, rigenerandolo, inoltre aumenta l’efficacia delle terapie antiretrovirali, usate nei pazienti sieropositivi. Il test non è ancora concluso, spiega Ensoli, “ma i risultati sono stati talmente rapidi ed entusiasmanti da spingerci a pubblicare i dati”. Lo studio, pubblicato sulla rivista Plos One, illustra i primi esiti della sperimentazione di fase 2, ottenuti su 87 pazienti a 48 settimane dalla somministrazione del vaccino. Il test si concluderà quando tutti i 160 soggetti previsti saranno arruolati.

Il farmaco agisce contro la proteina Tat, centrale nella replicazione del virus Hiv, ed è stato inoculato mensilmente per via intradermica a due dosaggi (7,5 o 30 microgrammi), per tre o cinque volte, in pazienti curati efficacemente con terapia antiretrovirale. “I farmaci non bloccano l’immunoattivazione, lo stato di allarme continuo del sistema immunitario, perché Tat continua a essere prodotto e quindi non riescono a ristabilire l’omeostasi del sistema immunitario – spiega Ensoli – per questo i pazienti finiscono per manifestare problemi cardiovascolari, renali e cerebrali in un quadro d’invecchiamento precoce.”

Il vaccino, frutto di 15 anni di studi, è in corso di sperimentazione in 11 centri clinici di sei regioni, tra cui il San Raffaele di Milano e il San Gallicano di Roma. “È comunque presto per il trionfalismo – spiega Ensoli – non sappiamo se in futuro potrà diventare sostitutivo della terapia, né se può avere un effetto preventivo nei sani.” “Per ora è urgente completare la fase 2, passando dagli attuali 128 pazienti arruolati a 160 – osserva Ensoli – e bisogna trovare i fondi: abbiamo ricevuto dal ministero della Salute 13 milioni sui 21 necessari». Massima disponibilità dal ministro Ferruccio Fazio che dichiara: “In un modo o nell’altro i finanziamenti si troveranno, nell’interesse dei malati.”

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Cristina Reggini

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