Sarah Scazzi, Sabrina resta in cella. Controverso ultimo interrogatorio di Michele Misseri

Sarah Scazzi, Sabrina resta in cella. Controverso ultimo interrogatorio di Michele Misseri

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TARANTO, 12 NOV. - L’estetista di Avetrana resta in carcere. Il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri, in cui chiedevano la scarcerazione della loro assistita, accusata in correità col padre Michele di in omicidio volontario e sequestro di persona della cugina quindicenne Sarah Scazzi.

Questa mattina, cinque minuti dopo le 9, è stato depositato in cancelleria esclusivamente il dispositivo della sentenza in cui si conferma la misura di custodia cautelare nei confronti della 22enne di Avetrana. Nel fascicolo non sono contenute, invece, le motivazioni per che hanno indotto il collegio giudicante a tenere in carcere la ventiduenne.

La seconda udienza davanti i tre giudici del Riesame si era, infatti, conclusa intorno le 22 di giovedì scorso, dopo un’estenuante giornata di lavoro. Tra varie sospensioni, l’udienza ha messo in chiaro le posizioni di accusa e difesa: circa tre ore di discussione ciascuno per la Procura della Repubblica di Taranto, rappresentata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal pubblico ministero Mariano Buccoliero, e per il collegio difensivo della Misseri, gli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri.

Sono state diciannove le eccezioni sollevate dalla difesa per scagionare Sabrina Misseri: nell’elenco spiccano i tentativi della ventiduenne di depistare le indagini inviando, intorno alle 14.25 del 26 agosto, un sms al cellulare della cugina Sarah Scazzi e di indicare false piste, tra cui la badante di casa Scazzi e i rumeni; la costruzione di un alibi; la convalida del fermo eseguita con notevole ritardo, da parte del gip Martino Rosati; l’uso delle dichiarazioni di Sabrina nel corso di precedenti interrogatori, ai quali la ragazza era stata sottoposta come persona informata sui fatti.

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Punto particolarmente controverso da sbrogliare è poi l’ultimo interrogatorio in carcere di Michele Misseri, svolto con delle modalità fuori dal normale. In particolare, è stata contestata agli inquirenti la presenza della nota criminologa Roberta Bruzzone, che secondo la difesa non aveva alcun titolo a partecipare all’interrogatorio, ma soprattutto non poteva fare domande e suggerire risposte allo stesso Misseri.

Redazione | Bolognanotizie.com

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