Bondi al capolinea, accordo tra Udc, Pd e Fli per la sfiducia

Bondi al capolinea, accordo tra Udc, Pd e Fli per la sfiducia

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ROMA, 10 NOV. – A chi chiede la sua testa, o la sua poltrona, il Ministro dei beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, risponde “Chiedere le mie dimissioni non sarebbe politicamente e moralmente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia”. Niente dimissioni quindi , e respinge anche chi vorrebbe vedere in lui il responsabile delle cause che hanno portato al crollo della Domus dei gladiatori a Pompei: “È comodo addossare responsabilità a me o al governo per i pochi investimenti. Dobbiamo avere tutti il senso della misura ed evitare strumentalizzazioni di carattere politico”.

La mancanza di fondi governativi non sembra essere, a detta del ministro, la causa del cedimento strutturale dell’edificio poiché “Pompei, a differenza di altre aree archeologiche, è una soprintendenza speciale e gli incassi non vanno all’erario, ma entrano tutti nelle casse della soprintendenza”.

Per il futuro si sta già pensando ad istituire una fondazione per la gestione di Pompei. Una buona notizia arriva dalle prime analisi dopo il crollo, la parte interessata sarebbe la copertura in cemento degli anni 50’, la parte superiore e le murature perimetrali della facciata, sarebbero dunque salve le parti più basse affrescate, che potranno dunque essere restaurate. Intanto si susseguono le voci per un eventuale accordo sotterraneo tra l’UdC, il PD e FLI, al centro della trattativa la sfiducia per il ministro Bondi.

Maria Scopece

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