Sabrina Misseri: “Tanto non la potevo più soffrire”. L’ultimo saluto a Sarah Scazzi

Sabrina Misseri: “Tanto non la potevo più soffrire”. L’ultimo saluto a Sarah Scazzi

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TARANTO, 10 NOV. – “Sabrina Misseri ha ucciso da sola la piccola Sarah Scazzi”. A confermarlo sono i verbali della terza versione rilasciata da Michele Misseri, letta in anteprima nella puntata speciale di Matrix su canale 5.
Inizialmente dipinto come l‘Orco di Avetrana, unico esecutore materiale di un delitto efferato, il contadino di Avetrana sta lentamente trovando il suo riscatto sociale nei salotti dei talk show.

L’uomo, durante l’ultimo interrogatorio, avrebbe però confermato le molestie e la violenza sessuale sul cadavere di Sarah, ritrattando sul delitto. A consumarlo, racconta zio “Miche” per la prima volta, sarebbe stata sua figlia Sabrina. Quel giorno, infatti, dopo essere tornato dal lavoro nei campi, Michele si sarebbe ritirato in casa per riposare fino a quando la voce preoccupato della figlia lo avrebbe raggiunto per chiedergli aiuto: “Papà corri, ho combinato un casino”. Spaventato dal tono ansioso della ragazza, Michele l’avrebbe seguita in garage fino a scorgere il corpo senza vita della nipote sul quale la giovane Misseri avrebbe dichiarato: “Tanto non la potevo più soffrire”. Da lì, poi, la decisione di occultare il corpo nel pozzo-cisterna di Contada Mosca.

Nonostante i dettagli forniti, la versione di Michele continua a non convincere la procura di Taranto. Un elemento fra tutti, la reazione di Sabrina in seguito alla confessione del padre. “Possibile” si chiedono in studio “che Sabrina, descritta come una ragazza sveglia, non si sia preoccupata di verificare quale sorte sarebbe stata riservata agli oggetti personali di Sarah, lasciando l’intera gestione della faccenda nelle mani dell’inaffidabile padre?”

LA GIORNATA DI IERI – Durante la breve udienza svoltasi ieri davanti al Tribunale del Riesame di Taranto, la difesa di Sabrina Misseri, la giovane di Avetrana in carcere dal 15 ottobre con l’accusa di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Sarah Scazzi, ha depositato i verbali ‘a sommaria informazione’ con le testimonianze di cinque persone ascoltate durante le indagini difensive.

Lo conferma lo stesso avvocato Vito Russo all’ADNKRONOS, uno dei due legali della cugina della vittima. Non si è trattato quindi di una vera e propria memoria difensiva che gli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri si sono riservati di depositare giovedì, quando è previsto l’aggiornamento dell’udienza, cominciata oggi, anche per non dare vantaggi all’accusa.

Dal canto suo la Procura della Repubblica di Taranto, presente all’udienza con il pubblico ministero Mariano Buccoliero e il procuratore aggiunto Pietro Argentino, ha consegnato al collegio giudicante, formato da tre membri, copia del verbale (quasi 270 pagine) dell’ultimo interrogatorio di Michele Misseri, padre di Sabrina e zio della vittima, che avrebbe accusato la figlia di essere l’autrice dell’omicidio mentre lui secondo quest’ultima versione si sarebbe limitato a occultare il cadavere dopo averne abusato. Anche la Procura si riserva di presentare giovedì un promemoria riassuntivo di tutta la vicenda.

Redazione

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