Michele Misseri a Sabrina: “Me la veda io”. La terza verità su Sarah Scazzi

Michele Misseri a Sabrina: “Me la veda io”. La terza verità su Sarah Scazzi

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TARANTO, 7 NOV. – Sarebbe stato il principale protagonista dell’inchiesta, Michele Misseri, a decidere in un attimo di proteggere la figlia Sabrina che poco prima aveva strangolato la cugina Sarah dopo un litigio nel garage di casa, assumendosi l’incarico di nascondere il cadavere.

”Me la vedo io” avrebbe detto a Sabrina, dopo aver espresso parole di pieta’ nei confronti di quella ”piccola” nipote di 15 anni il cui corpo giaceva a terra in garage. Lo stesso Misseri che poi, quando si allontana alla guida della sua Seat Marbella con il terribile fardello coperto da un cartone nel bagagliaio, prima di raggiungere un podere appartenuto alla famiglia in contrada Mosca, abusa del cadavere sotto un grande albero di fico a poche centinaia di metri dal pozzo nel quale il corpo di Sarah verra’ nascosto.

Ed e’ ancora Misseri, nelle dichiarazioni spontanee rese agli inquirenti venerdi’ scorso in carcere, che indica una nuova arma del delitto: Sarah aveva stretta al collo una cintura da abbigliamento, non una corda come aveva riferito fino ad oggi. La terza versione del contadino di Avetrana e’ da ore sottoposta al vaglio di nuovi accertamenti ed esami da parte degli inquirenti, a cominciare proprio dall’arma del delitto.

Misseri ha indicato che la cintura che avrebbe usato Sabrina e’ quella di cuoio e di colore grigio rimasta nel bagagliaio della sua auto, forse usata anche successivamente al delitto dal contadino durante i lavori in campagna. Una cintura che spesso l’uomo lasciava nel garage di casa.

Nella perquisizione compiuta ieri in casa Misseri, in via Deledda ad Avetrana, i carabinieri hanno sequestrato altre 49 cinture da uomo e da donna. Tutte, piu’ quella prelevata dalla Seat Marbella che era sotto sequestro dal giorno in cui Misseri si era accusato del delitto di Sarah (7 ottobre), sono state esaminate esternamente oggi nel comando provinciale dei carabinieri di Taranto dal medico legale Luigi Strada, che ha eseguito l’autopsia sul corpo della ragazzina. Molte cinture, per diametro e lavorazione, potrebbero essere a prima vista compatibili con i segni di strangolamento rilevati sul collo di Sarah nell’esame autoptico. Spettera’ ai carabinieri del Ris di Roma, ai quali verra’ consegnata nelle prossime ore almeno la maggior parte delle cinture sequestrate, trovare qualche elemento che dia una certezza sull’arma del delitto.

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L’ultima versione sull’omicidio fornita da Michele Misseri fa comunque discutere e aprirebbe, se trovasse elementi precisi di riscontro, nuovi scenari: ad uccidere Sarah e’ stata Sabrina, il padre in quei frangenti stava riposando in casa, l’arma del delitto e’ una cintura d’abbigliamento e il contadino, prima di occultare il cadavere, ne ha abusato, confermando dunque la parte piu’ orribile del racconto.

Quel pomeriggio del 26 agosto, e’ stato l’ultimo racconto di Misseri, Sabrina avrebbe atteso dinanzi a casa la cugina, con la quale aveva appuntamento per andare al mare insieme a Mariangela, per chiarire forse i rapporti con l’amico comune di comitiva Ivano, del quale la stessa Sabrina, a detta anche delle sue amiche, sarebbe stata molto gelosa.

Sabrina avrebbe convinto Sarah ad entrare in garage dove la discussione sarebbe degenerata, tanto che Sabrina avrebbe perso la testa strangolando alle spalle la cugina con una cintura che si trovava li’. A quel punto Sabrina sarebbe corsa in casa svegliando il padre che riposava. ”Vieni subito” gli avrebbe detto, facendo capire che era accaduto qualcosa di molto grave.

In garage, trovato il corpo di Sarah, papa’ Misseri avrebbe detto a Sabrina che avrebbe pensato lui a nascondere il cadavere, mentre la figlia usciva in strada per incrociare Mariangela che stava arrivando in auto. Quando Sabrina e Mariangela si sarebbero allontanate da via Deledda, dopo un paio di giri infruttuosi alla ricerca di Sarah, Misseri avrebbe portato il cadavere, caricato nel bagagliaio dell’auto, in campagna, violentandolo prima di occultarlo.

Per calare nel pozzo il corpo, il contadino lo avrebbe legato al collo e ai piedi con una grossa corda, poi sfilata e portata via: sarebbe la stessa corda, ha detto Misseri, trovata ieri dai carabinieri nella Opel Astra della moglie, Cosima Serrano. Questa terza ricostruzione completa fatta dal contadino in un mese e’ davvero quella definitiva?

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