Ultimatum di Berlusconi: “Se Fli vuole staccare la spina dopo c’è il voto”

Ultimatum di Berlusconi: “Se Fli vuole staccare la spina dopo c’è il voto”

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MILANO, 5 NOV. – Volontà di andare avanti per dimostrare la lealtà ai nostri elettori, rinnovamento del sistema di alleanze dentro il centrodestra: questi alcuni degli ‘affondi’ del Premier, durante il suo intervento alla Direzione Nazionale del Pdl.

“Se c’è la volontà di andare avanti con il nostro governo e dimostrare lealtà ai nostri elettori siamo pronti a realizzare un patto di legislatura e a proporre un rinnovamento del sistema di alleanze dentro il centrodestra”.

Contro le ultime polemiche scatenate dalle rivelazioni della Macrì e di Ruby, il Premier non intende tacere o fermarsi, definendo il tutto come “attacchi indegni”: ”Mi attaccano in modo indegno e abietto, ma vogliono che sappiano che le campagne di fango fondate sulla menzogna non mi fermeranno se lo facessi tradirei la fiducia degli italiani, significherebbe anteporre alla sovranità del popolo un primato anomalo, mi riferisco al primato di quei poteri che per interessi di casta e personali” sfruttano teoremi “costruiti ad arte in alcune procure”, poteri consolidati che “ripetono come un ritornello all’unisono che il governo non sta facendo niente e che stiamo dimenticando gli interessi del Paese”

“Non esiste –  ha proseguito il Capo del Governo – Paese al mondo dove il capo del governo, da due anni, deve difendersi da storie inventate e strumentalizzate. La verità è che siamo sotto attacco e non per quello che abbiamo fatto ma per quello che rappresentiamo e cioè un ostacolo insormontabile per la sinistra per prendere il potere”.

Un eventuale ritorno della sinistra al Governo “porterebbe l’Italia a una condizione di declino e instabilità”, e per il Paese  ci sarebbe il rischio, sempre a detta del Premier, di trovarsi nelle condizioni della Grecia.
Non un governo qualsiasi, né tecnico,  che ai suoi occhi è visto come un “rovesciamento della volontà democratica” – ha proseguito il Cavaliere – e “ai signori della sinistra dico: se volete archiviare Berlusconi dovete chiederlo al popolo, non potete farlo con una congiura di palazzo, gli italiani non lo permetterebbero”.

Sul fronte delle riforme il Premier ha assicurato di volere andare avanti con i temi della giustizia e piano per il Sud in aula “Entro fine mese; sulla base di testi condivisi da tutta la maggioranza”.

Sul fronte delle indagini, parlando con i cronisti in relazione al caso Ruby, è arrivata una precisazione da Bruti Liberati, Procuratore di Milano: “Tutto quello che è iscritto nel registro degli indagati non può essere comunicato. Per ragioni istituzionali, però, continuo a dire che Berlusconi non è iscritto nel registro degli indagati. Questo è doveroso”.

Forte l’intenzione del Premier di non mollare “nonostante gli attacchi quotidiani infondati che mi vengono rivolti e resterò fino a quando gli italiani mi daranno il loro consenso».

Poi lo sfogo: “È incredibile” Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si lascia andare ad una confidenza sulla vicenda delle inchieste in merito alle feste organizzate nelle sue ville, e lo fa, a sorpresa, con Gianfranco Fini. Dopo il gelo e la ‘guerra fredda’ a distanza il Cavaliere si confida con il presidente della Camera. I due parlano mentre attendono il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, all’Altare della patria per le celebrazioni della Giornata delle Forze Armate.

Il premier conversa in disparte con uomini del suo staff ed accoglie il presidente del Senato, Renato Schifani, prima di raggiungere Fini.

Un cordiale saluto e una prima battuta, poi il fitto colloquio. Berlusconi sembra rivolgersi all’amico (di tante battaglie politiche) e non più all’avversario degli ultimi tempi: “È incredibile”, sembra aver detto il Premier.

Il Presidente della Camera e leader della nuova formazione politica (Fli) ascolta con attenzione e annuisce con il capo.

“È maggiorenne”, dice ancora Berlusconi e poi aggiunge la parola “incensurata”.  Riferimenti che non lasciano molti dubbi e farebbero pensare ad una delle protagoniste femminili di queste vicende.

Non solo quindi colloqui formali dovuti alla circostanza, ma quasi un confronto con un vecchio amico. Fini risponde ed ascolta il premier che continua a parlare. Poi il discorso cambia, Berlusconi fa anche un riferimento  “alla maggioranza”, ma arriva Napolitano per le celebrazioni e il colloquio, durato un paio di minuti, si interrompe.

Secondo la ricostruzione del colloquio che viene indicata come più probabile, il presidente del Consiglio avrebbe parlato a Fini della vicenda Ruby e dell’informativa ricevuta nel corso dei contatti con la questura di Milano. Il Cavaliere avrebbe perciò spiegato che, secondo le informazioni ricevute, l’affido di Ruby si poteva dare “ad una persona incensurata, maggiorenne e credibile”, persona individuata in Nicole Minetti.

di Manlio Scimeca

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