Usa, oggi le elezioni di metà mandato: a rischio il partito del presidente

Usa, oggi le elezioni di metà mandato: a rischio il partito del presidente

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NEW YORK, 2 NOV. – Vittoria schiacciante per i repubblicani. È questo l’esito previsto delle elezioni di mid-term. Oggi i cittadini statunitensi tornano al voto, obbiettivo rinnovare tutti  435 seggi della camera, più 37 seggi al senato e 37 posti di governatore.

Alcuni sondaggi hanno indicato quello che sembrava già inevitabile: il partito del presidente Obama quasi sicuramente perderà la maggioranza di cui gode alla camera. Per la camera alta c’è ancora qualche possibilità, ma sarà un gioco all’ultimo senatore. Il vantaggio repubblicano sarebbe infatti intorno al 15%, “lo scarto più alto da molti decenni”

Secondo gli analisti, i democratici sconteranno le scelte prudenti di Obama. Si prevede un forte assenteismo dalla sinistra, dai pacifisti, dai giovani, dagli ambientalisti, dalle minoranze etniche, che accusano il presidente di aver portato a termine politiche troppo moderate. D’altra parte, si prevede anche un calo di voti dal centro: il presidente è accusato di aver sperperato il denaro pubblico tramite un interventismo statale troppo forte.

Ad alimentare quest’ultima posizione ci ha pensato la propaganda del Tea Party. Il nuovo movimento della destra populista anti-stato pare aver sottratto ai democratici un gran numero di elettori del ceto medio basso, quello che ha sofferto di più gli effetti della crisi.

La campagna elettorale è stata decisamente serrata. Coinvolti anche gli ex eccellenti di entrambe le fazioni. Bill Clinton si è impegnato attivamente in quella democratica, ribadendo che il ritorno al potere dei conservatori indebolirebbe la classe media a favore di corporazioni e benestanti. La richiesta agli elettori è tempo: per ricostruire i posti di lavoro, per migliorare l’economia, per ridurre la spesa pubblica.

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La questione è ora se la cittadinanza statunitense si farà sedurre dalla ricetta repubblicana: tagli alle spese, riduzione del disavanzo, abrogazione almeno in parte della riforma sanitaria di Obama.

Laura Girasole

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