C’era anche la droga. Perla genovesi e i racconti di una cubista

C’era anche la droga. Perla genovesi e i racconti di una cubista

Palermo, 2 Novembre – “Un’altra escort, che barba” titola il Giornale. Impossibile non dargli ragione: essere forzati dai media a seguire ogni passo di una storia di intrighi e prostituzione, dove verità e menzogna non sono più diametralmente opposte, rischia di risultare stucchevole. Ma un piccolo dettaglio viene ignorato: il protagonista di questo show è il Presidente del Consiglio. Ed automaticamente non più di show si tratta: una escort in più od una in meno inizia a fare la differenza.

Perla Genovesi: trafficante di droga dalla Spagna, ha tentato l’avventura politica con i soldi ricavati (esperienza terminata con un flop) per poi essere arrestata a Luglio durante un’indagine della procura di Palermo. Decide di collaborare ed oltre a rivelare i dettagli relativi ai suoi traffici già ben noti, menziona una cubista, sua amica entrata nel giro, che le avrebbe raccontato altri retroscena di quelle feste ormai non più così private.

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La descrizione della testimone indiretta combacia per molti aspetti con quella di Ruby, ma salta fuori un nuovo particolare: la droga. L’ avvenente ragazza marocchina aveva più volte sottolineato la speciale attenzione prestata da Silvio nell’evitare l’ingresso di sostanze stupefacenti nelle sue dimore. Eppure c’è chi dice che in tutte le stanze di Villa Certosa in Sardegna erano presenti quantità di hashish e marijuana, pronte all’uso per chi volesse usufruirne prima dell’inzio della serata.

Torna in scena anche il consumo di cocaina, sostanza il cui traffico la Genovesi conosce bene essendo spesso indirizzato alle feste organizzate da Paolo Messina nelle ville di esponenti del PdL. Può anche darsi che di Lodo Berlusconi si tratti e che Perla stia riportando le parole immaginarie di una cubista. O può anche darsi che queste parole esistano e come loro tutte quelle delle altre ragazze complici di bunga bunga. Rimane il fatto che se questa vicenda risulta squallida non è a causa di chi si limita a riportarla ma piuttosto di chi ha fatto in modo che potesse diventare argomento di discussione, partecipandovi e consacrandola come fatto accaduto.

Virginia Liverani

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