L’INCHIESTA/ Karima El Mahroug in arte Ruby Rubacuori escort di lusso a soli 17 anni

L’INCHIESTA/ Karima El Mahroug in arte Ruby Rubacuori escort di lusso a soli 17 anni

MILANO, 1 NOV. Il nome di Ruby Rubacuori era già presente nei fascicoli dell’inchiesta su un giro di escort legate al mondo dei vip dello spettacolo, delle paparazzate e dei locali più alla moda di Milano.

Ancor prima della fatal notte del 27 maggio, quando il premier intervenne sulla questura di Milano per sollecitarne il rilascio, Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, compariva nel registro degli indagati sulla prostituzione d’alto bordo a Milano. Indagine che coinvolgerebbe non solo il talent scout Lele Mora ma anche la consigliera regionale Pdl Nicole Minetti, cioè la stessa persona che – su “delega” di Palazzo Chigi – prese in consegna la ragazza all’uscita della questura.

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Il nome di Karima, secondo quanto si è appreso, appare in alcune intercettazioni telefoniche che evidenzierebbero suoi incontri con noti imprenditori in un hotel di lusso del centro. Incontri a pagamento, che non sarebbero stati isolati o d’iniziativa propria ma coordinati all’interno di una più ampia rete di conoscenze e amicizie gestite, secondo le accuse, da alcuni nomi noti e meno noti.

Secondo le risultanze degli investigatori, che seguono direttamente l’indagine, e secondo anche alcune successive dichiarazioni che sarebbero state rilasciate da Ruby dopo i fatti di maggio, nel procedimento ci sarebbero anche i nomi di Lele Mora e di Nicole Minetti.

A causare l’accompagnamento in Questura, invece, il 28 maggio, non furono però circostanze legate al mondo della prostituzione, ma un’ingenuità della ragazza. La giunonica marocchina, dopo la lite nel centro estetico di corso Buenos Aires, aveva subito declinato le sue vere generalità (pur non avendo i documenti) agli agenti della Volante intervenuti, dalle quali era così risultato un ordine di rintraccio a suo carico per scomparsa da una comunità protetta.

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In particolare, secondo indiscrezioni, Karima era già conosciuta agli investigatori del commissariato che ha proceduto all’ accompagnamento. Non ai due agenti che l’hanno fisicamente portata in via Fatebenefratelli quella sera, ovviamente, ma ai loro colleghi della polizia giudiziaria a cui il suo nome, nella relazione di servizio, il giorno dopo, non è passato del tutto inosservato.

M.R.

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