RIMANE UN MISTERO L’ASSASSINIO DEL PASTORE RUMENO, ESEGUITA L’AUTOPSIA

RIMANE UN MISTERO L’ASSASSINIO DEL PASTORE RUMENO, ESEGUITA L’AUTOPSIA

FORLI’, 18 GIU. – Rimane un mistero il movente che sta dietro l’omicidio di Gabar Vasile, il pastore rumeno di 58 anni, trovato morto martedì mattina in un fosso, con il cranio fracassato, in un podere isolato tra Modigliana e Rocca San Casciano. L’autopsia, svolta giovedì pomeriggio da Giuseppe Fortuni, medico legale, farebbe risalire la morte dell’uomo alle venti circa di lunedì, la sera prima del ritrovamento. A causare il decesso, le bastonate inferte al capo, da cinque a dieci, sferrate da più persone con i bastoni insanguinati rinvenuti vicino al corpo dell’uomo.

Si è trattato di un’aggressione feroce, il pastore dopo essere stato incaprettato, mani e piedi legati con del nastro adesivo, è stato trasportato nel posto in cui è stato ucciso. Qui gli assassini lo hanno colpito violentemente al cranio, con l’intento di provocarne la morte. Prima di essere legato l’uomo non si sarebbe difeso, dall’esame autoptico non sono emerse lesioni riconducibili alla difesa.

I carabinieri, coordinati dal pm Filippo Santangelo, stanno raccogliendo le testimonianze delle poche persone vicine alla vittima, l’uomo conduceva una vita solitaria. Si cercano indizi su minacce, possibili paure, che la vittima potrebbe aver confidato a qualche amico. Un’altra pista, seguita dagli investigatori, è legata a un’aggressione a scopo di rapina avvenuta a maggio 2009, quando gli furono sottratti circa 3mila euro, alcune catenine d’oro, un orologio e il telefono cellulare. Per le ferite riportate rimase 21 giorni in terapia intensiva nell’ospedale di Faenza. I banditi, tre rumeni, non vennero identificati. Non si esclude che il rumeno sia stato ucciso per impedirgli ogni testimonianza. Proprio per quell’aggressione subita aveva collaborato con le forze dell’ordine.

Cristina Reggini

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