MONDIALI SUDAFRICA 2010: LE EMOZIONI DI COREA DEL SUD – GRECIA

MONDIALI SUDAFRICA 2010: LE EMOZIONI DI COREA DEL SUD – GRECIA

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JOHANNESBURG, 12 GIU. – Se la Grecia e’ in profonda crisi finanziaria, la sua Nazionale di calcio sembra aver gia’ dichiarato ‘default’ ai Mondiali sudafricani: 2-0 per la Corea del Sud, che vince facile nella prima partita del girone B condannando quasi certamente gli ellenici, lontani parenti di quelli che nel 2004 diventarono campioni europei, ad una prematura uscita dal torneo.

Al Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth va in scena una versione moderna della tragedia greca, tanto appare lenta e macchinosa la squadra di Otto Rehhagel al cospetto dei rapidi sudcoreani, che concretizzano meno di quanto riescono a creare, trascinati dalla stellina del Manchester United Park Ji Sung (da oggi miglior marcatore asiatico della competizione). Eppure era stata proprio la Grecia, accreditata dei favori del pronostico, a partire col piede giusto. Al 3′ da un angolo di Karagounis e’ Torosidis ad avere sul piede la palla buona ma il terzino dell’Olympiakos ci arriva male e spara alto. Da questo momento in poi e’ un monologo dei sudcoreani, che al 6′ passano.

Punizione, in realta’ un corner corto, di Ki Sung Yong: sul fendente del centrocampista che attraversa tutta l’area piccola la difesa greca e’ piu’ statuaria dei bronzi di Riace e a Lee Jung Soo, appostato sul secondo palo, non resta che battere l’incerto portiere Tzorvas, che abbozza solo l’uscita. L’ex interista Karagounis prova a caricarsi la squadra sulle spalle, ma la reazione dei greci e’ poca cosa. In particolare, non funziona il tridente messo in campo da Rehhagel: scollegato dal resto della squadra, non viene mai innescato da un centrocampo sempre in inferiorita’ numerica. Per contro, una volta in vantaggio, la Corea del Sud mette in piedi una muraglia difficile da perforare e il suo centrocampo e’ bravo a ribaltare l’azione con rapidi contropiede che mettono in difficolta’ i macchinosi difensori greci.

Su uno di questi Lee Chung Yong reclama, probabilmente a ragione, un calcio di rigore per atterramento da parte di Torosidis. Ma e’ al 27′ che i rossi d’Asia hanno l’occasione piu’ ghiotta per chiudere subito la partita: su una verticalizzazione al bacio, Park Chu Young si trova a tu per tu col portiere, ma sulla conclusione rasoterra Tzorvas si salva in angolo, piu’ per demerito altrui che per proprie capacita’. Sotto nel gioco e nel punteggio a fine primo tempo, il ct greco capisce che il suo 4-3-3 non va e prova a cambiare nella ripresa; ma un grossolano errore del centrale Vintra (schierato al posto del bolognese Moras infortunato) spiana la strada al raddoppio di Park.

Il folletto del Manchester United ruba palla approfittando del controllo sbagliato dal difensore ellenico sulla trequarti e si invola, evita l’intervento alla disperata di Papadopoulos e chiude con un delizioso diagonale a scavalcare il portiere. Due a zero e partita virtualmente chiusa. La Grecia, tramortita, si conferma inconsistente e quando Rehhagel prova a cambiare l’attacco inserendo gli intraprendenti Salpingidis e Kapetanos e’ troppo tardi. I biancazzurri hanno un sussulto tra il 69′ e il 71′ quando hanno tre buone occasioni per riaprire l’incontro, ma sciupano e alla fine e’ ancora la Corea ad andare vicina al terzo gol. Il resto e’ poca cosa: finisce 2-0. Per i greci, che non hanno mai segnato un gol in un mondiale, qualificarsi da oggi appare come una chimera, mentre la Corea del Sud fa festa e sogna il passaggio del turno.

Ansa

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