INTERCETTAZIONI, LA SOMMOSSA DEI GIORNALI CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

INTERCETTAZIONI, LA SOMMOSSA DEI GIORNALI CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

[ad#Juice Banner][ad#Juice Overlay][ad#Cpx Popunder]

ROMA, 11 GIU. – Giornata di tumulto nazionale all’indomani dell’approvazione della legge-bavaglio, decine di giornali imprimono l’epigrafe della libertà di stampa tra le prime pagine, La Repubblica lascia in bianco la testata principale per protesta, ed il popolo viola marcia sulle strade della capitale cantando a gran voce gli articoli della Costituzione, presenti nella “veglia funebre della democrazia” anche senatori del PD e dell’Idv, giornalisti e magistrati.

Di Pietro fa appello a Napolitano, “non firmare”, ma il capo dello Stato parla alla stampa di “inviti a vanvera”, ed è chiaro a tutti ormai, che il nodo sul bavaglio è stretto come una camicia di forza sulla democrazia, in un’era in cui i principi che la definiscono sono stati considerati “retrogradi” con necessità di “adeguamento al tempo che viviamo”. “La legge-bavaglio decide per noi, e decide secondo la volontà del governo ciò che noi dobbiamo sapere, ciò che noi possiamo scrivere” ci mette in guardia Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e in guardia molto probabilmente dobbiamo restarci per un po’, quando tra poco non ci sarà più dato sapere cosa succede ai piani alti, e nell’ombra fuori dal grande occhio di bue su cui il nostro sguardo verrà circoscritto chissà cosa continuerà a strisciare ai danni della solita grande fascia di persone sempre più inconsapevole e di conseguenza, sempre più debole.

Fabiana Palano

[ad#Cpx 300 x 250] [ad#Cpx 300 x 250]

Leave a Reply

Your email address will not be published.