TESORO DI BALDUCCI CUSTODITO A SAN MARINO. TRANSAZIONI ANCHE SUI DEPOSITI DI RINALDI

TESORO DI BALDUCCI CUSTODITO A SAN MARINO. TRANSAZIONI ANCHE SUI DEPOSITI DI RINALDI

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ROMA, 10 GIU. – Dopo accurate indagini, nei giorni scorsi, i pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno avuto conferma dell’esistenza di nuovi depositi bancari intestati ad Angelo Balducci e al commissario per i Mondiali di Nuoto, Claudio Rinaldi ( per il momento 3 milioni di Balducci e 2 di Rinaldi ). I pm hanno incontrato il Commissario della Legge di San Marino, Rita Vannucci, e da lei avrebbero avuto le indicazioni riguardo ai due indagati. Sui conti individuati sarebbero transitate decine di milioni di euro e non è escluso che anche altri indagati abbiano utilizzato lo stesso meccanismo per occultare le proprie provviste finanziarie. Gli inquirenti ieri hanno inoltrato anche una richiesta di rogatoria alle autorità sanmarinesi e del Lussemburgo. Le verifiche già disposte in quei Paesi avrebbero consentito di scoprire che anche Diego Anemone potrebbe aver portato lì una parte dei propri soldi.

I sostituti procuratori, che stanno indagando anche su Guido Bertolaso, inoltre, sarebbero stati messi sulle tracce di una casa all’estero che era nella disponibilità del gran capo della Protezione Civile, da due imprenditori. Questi ultimi, entrambi riconducibili alla ‘cricca’, ne parlano al telefono in una delle intercettazioni non ancora depositate. Non è l’unica. Sono diversi i riferimenti su questa possibilità concessa a Bertolaso. Lui stesso, in un altro colloquio registrato durante le indagini, farebbe cenno ad un ‘appoggio’ che si trova oltreconfine. Per questo i magistrati di Perugia hanno delegato nuovi accertamenti ai carabinieri del Ros, non escludendo che l’appartamento possa essere intestato a una delle società che fa capo al costruttore Anemone. Nei colloqui si parla di Montecarlo e dunque ci si è orientati verso la Costa Azzurra, però non si escludono altre località, visto che si è già accertato come Angelo Balducci e lo stesso Anemone avessero effettuato investimenti all’estero, in particolare in Tunisia.

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Del resto sono stati gli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza a dimostrare come negli ultimi anni le imprese del costruttore abbiano quadruplicato il fatturato grazie all’aggiudicazione di numerosi appalti inseriti nel programma dei ‘Grandi Eventi’ e dunque assegnati con procedure più rapide e sottoposte a un minor numero di controlli. Un privilegio che il costruttore avrebbe ripagato concedendo favori a numerosi interlocutori istituzionali. Secondo i primi dati acquisiti dagli investigatori soltanto una quarantina di interventi inseriti nell’ormai famosa lista trovata in uno dei computer dell’azienda di Anemone sarebbero stati pagati. Nella maggior parte degli altri casi non sarebbe stata emessa alcuna fattura. Un sistema che i pubblici ministeri hanno evidenziato ieri durante l’udienza convocata dal giudice per decidere il commissariamento di tutte le società che fanno capo all’imprenditore sollecitato dall’accusa.

Sono stati i magistrati a ribadire come esistesse una “disponibilità ‘in bianco’ delle imprese a compiacere i pubblici funzionari: può trattarsi di concussioni, con i soggetti titolari di pubbliche funzioni che inducono o costringono i privati a elargire utilità indebite, ovvero di prezzi di una corruzione insita nella struttura stessa del rapporto fra i due soggetti, con il privato che già sa, nel momento in cui avanza la propria candidatura per l’aggiudicazione di un lavoro, che quel lavoro gli verrà assegnato soltanto a condizione di soddisfare qualunque richiesta del soggetto pubblico. Della prima chiave di lettura, però, ci sono solo larvati ed episodici segnali e dunque non resta che la seconda, tale da offrire della fattispecie concreta un quadro emblematico di malaffare nella gestione della cosa pubblica, dove la corruzione si annida fra le stesse condizioni poste da chi è chiamato ad amministrarla, e giunge al grottesco risultato di una assoluta bilateralità di cointeressenze”.

Davide De Stavola

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