INTERCETTAZIONI, PDL VERSO LA FIDUCIA. ORE DECISIVE IN SENATO

INTERCETTAZIONI, PDL VERSO LA FIDUCIA. ORE DECISIVE IN SENATO

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ROMA, 9 GIU. – Si riparte alle 15 in Senato con il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. La maggioranza vuole stringere i tempi, in trincea le opposizioni. “Dobbiamo fare una battaglia con tutte le forze che abbiamo. La maggioranza non ha fatto alcuna correzione e bisogna richiamare tutti alla coerenza.

“Che cosa ci ha trovato Fini di migliorato nel testo?” si chiede il segretario Pd Pier Luigi Bersani. Mentre il leader dell’Udc, Pier Ferdiando Casini annuncia il no dei centristi: “Il Parlamento non rilascia timbri, per cui mi auguro che non venga posta la fiducia, che ci sia un dibattito ampio, che si rafforzi il senso di legalità del ruolo della stampa, perchè così non va”.

Il nuovo testo prevede 13 modifiche al testo originario: Terminati i 75 giorni di durata massima delle intercettazioni telefoniche, il pm potra’ chiedere una proroga di tre giorni in tre giorni. Restano le pene per gli editori che pubblichino intercettazioni espunte dal processo. Le nuove norme, infine, non dovrebbero essere applicate alle inchieste in corso. Cambiamenti che invece piacciono ai finiani che sul tema hanno ingaggiato una dura battaglia dentro il Pdl. ”Il testo ora e’ garanzia di legalità e di lotta al crimine” commentava ieri Gianfranco Fini.

Fabiana Palano

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One Response to "INTERCETTAZIONI, PDL VERSO LA FIDUCIA. ORE DECISIVE IN SENATO"

  1. Maurizio  2010/06/09 at 15:57

    La fortuna e il successo di Silvio Berlusconi sono il prodotto non tanto delle sue scelte politiche e delle realizzazioni dei suoi governi – fin qui piuttosto mediocri e inconcludenti – ma di un’opera gigantesca e ormai quasi ventennale di propaganda e manipolazione dell’informazione, costruite grazie alla gestione spregiudicata dei canali televisivi di cui è proprietario o controllore politico. Circostanze che in nessun altro paese democratico sono possibili e neppure immaginabili, e che qua in Italia consentono al Cavaliere di mantenere alti livelli di fiducia e popolarità nonostante il fallimento delle politiche dell’esecutivo.

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