CONFERENZA STAMPA SANTORO: LO SQUILLO DI TROMBE PRIMA DEL VERDETTO

CONFERENZA STAMPA SANTORO: LO SQUILLO DI TROMBE PRIMA DEL VERDETTO

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ROMA, 7 GIU. – Si è tenuta questa mattina, nella sede di viale Mazzini, la conferenza stampa di Michele Santoro, quasi alla vigilia della puntata che andrà a chiudere la stagione di Annozero.

In “trincea” al fianco di Santoro, Massimo Liofredi, direttore di Raidue che, pur elogiando gli ascolti della trasmissione e la grande energia culturale che mette in onda, indietreggia quando un giornalista lo incalza chiedendo di esprimersi esplicitamente a favore o contro la permanenza di Santoro in Rai.

La decisione, a quanto pare, non lo riguarda.

«Santoro è una risorsa ma il problema Santoro non sono io a doverlo affrontare», ha detto Liofredi, aggiungendo. «Il “problema Santoro” è sul tavolo del direttore generale della Rai e del Cda. Annozero è una trasmissione importante ed è un valore della rete ma in questo momento ci sono delle trattative in corso e la mia sarebbe solo una considerazione personale».

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Già. Pare sia ormai una filosofia diffusa. Meglio non esporsi, non sporcarsi la faccia, non esprimere considerazioni personali che hanno quella fastidiosa potenziale controproducenza sul curriculum. Perché è questo che vuole la Rai, è questo che vogliono i format, che vuole il governo, quel Curriculum da funzionari, da “colletti bianchi”, il curriculum del politicamente corretto che si conforma alla censura e s’inchina alla corona della dirigenza anche a costo d’imbavagliare i fatti, e di recintare la verità, quel sempre più pagato curriculum del non vedo-non sento-non parlo, del baratto del mutismo coi favori, che sta torcendo le vie respiratorie dell’informazione.

È su questo che Santoro spinge il pedale, sulla sostanziale differenza che sta tra l’Autore di un programma televisivo e un inibito funzionario formalista che si cinge a subire ed ottemperare gli ordini di un governo che non vuole che si guardi al di fuori del grande occhio di bue in cui risplende, facendo attenzione a non uscir dai bordi, e come direbbe Santoro a “non farla fuori dal vaso”.

Se Annozero deve andare in onda, deve restare così com’è stato concepito, estremista, eccessivo, editorialmente sgradito, non esiste compromesso, non esiste “ok andiamo in onda, però abbassiamo i toni”, nessuna revisione, nessun divieto, nessuna circoscrizione.

Questo, l’aut aut di Santoro. Quello squillo di trombe che precede il verdetto.

“Per otto puntate Marco Travaglio ha lavorato senza contratto, per mesi è stato necessario difendere Vauro e le sue vignette, tutte le settimane alla richiesta di invitare un ospite legato a un’inchiesta mi scontravo contro la direzione che tra un carteggio e l’altro rispondeva che non c’era budget sufficiente o che l’ospite non veniva reputato necessario per la trasmissione”.

Togliete i bastoni dalle ruote, o non ha più senso difendere tutti i giorni un pezzetto di libertà che si riduce.

« Non sono io che devo decidere, è l’azienda che deve decidere. Se il presidente Garimberti mi dice “rimani, fallo Annozero” io resto e ad aprile-maggio del prossimo anno vediamo anche insieme quali sono i programmi più giusti da fare, gli restituisco la “libertà editoriale”». Altrimenti, «se non ce la fate a reggere questo fatto, perché non ce la fate, è inutile che scaricate su di me la situazione. Dite che insieme abbiamo trovato un accordo, io lo firmo e me ne vado». «Se cerco di far nascere qualcosa di nuovo, al di fuori dei palinsesti, ecco che la sinistra inalbera il vessillo dell’esclusiva».

Il prode Celentano rimbomba in sottofondo, nel frattempo, con l’appello da militante: “se oscurano Santoro, spegnete la tv. «Dobbiamo solo decidere il giorno. L’importante è che nessuno guardi la televisione nel giorno in cui Santoro è stato cancellato. Un Buco Nero, quindi, per Rai e Mediaset che durerà finchè egli non sarà riammesso.».

Ma a quanto pare nei palinsesti autunnali, la cui bozza più o meno segreta, Annozero non figura.

La redditività del programma è indiscussa, come lo è la ricchezza culturale che brandisce il copione.

Viene dunque da chiedersi quali sono i criteri su cui si fonda la decisione di bandire questo talk show dalla tv pubblica, di chi sono le mani sulle redini che a galoppo ci conducono verso l’appiattimento progressivo di un palinsesto televisivo che ormai sa solo farci da sottofondo mentre ci addormentiamo.

Fabiana Palano

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One Response to "CONFERENZA STAMPA SANTORO: LO SQUILLO DI TROMBE PRIMA DEL VERDETTO"

  1. drugo  2010/06/08 at 10:41

    la domanda è vero sorge spontanea..e anche la risposta sotto sotto si fa largo sgomitando..

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