LEGGE BAVAGLIO: TRAVAGLIO A BOLOGNA SOSTIENE LA LIBERA INFORMAZIONE

LEGGE BAVAGLIO: TRAVAGLIO A BOLOGNA SOSTIENE LA LIBERA INFORMAZIONE

(A cura di Florinda Gargiuoli) – Venerdì 4 giugno, alle ore 17.30 chi è passato per piazza Maggiore a Bologna ha dovuto districarsi fra la moltitudine di persone che si era accalcata attorno al palazzo di Re Enzo, vicino la famosa statua del Nettuno.

A catturare l’attenzione della folla, Marco Travaglio.

Il giornalista più scomodo al potere torna nel capoluogo emiliano a due mesi di distanza dalla sua partecipazione a Rai per una Notte, la trasmissione via web organizzata dalla redazione di Annozero presso il palazzetto dello sport Paladozza.

Questa volta, a riportare Travaglio a Bologna, ci ha pensato il Movimento 5 stelle.

Nella mattinata, infatti, Giovanni Favia, il consigliere che fu eletto nelle ultime elezioni comunali riscuotendo uno straordinario successo per la sua lista, ha presentato ricorso legale in procura contro l’irregolare terzo mandato di Errani come presidente della regione. Ricorso, questo, che trasversalemente tocca anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni poichè in carica attualmente per il quarto mandato, a dispetto dei due massimi previsti per legge.

Così, nel pomeriggio, a dar mano forte ai “ragazzi di Grillo” è accorso Marco Travaglio che, presentando il suo ultimo libro, Ad personam, edito da Chiarelettere, ha deliziato il suo pubblico con un excursus sui problemi che affligono il nostro paese, ossia, in poche parole, “i mascolzoni che sono al governo”.

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Da leggi ad personam in continua evoluzione alla legge sulle intercettezioni, meglio nota come legge bavaglio, fino ad arrivare alle proposte anticorruzione presentate da un governo che a capo un presidente imputato proprio di corruzione. Niente è stato tralasciato nell’ora e mezza in cui Travaglio ha parlato.

“Mi meraviglierei se dopo 15 anni di leggi a favore dei corruttori avessimo meno corruzione di quindici anni fa”,dice il giornalista del Fatto paragonando la corruzione ad un virus che si è propagato nel tempo e di cui solo ora, sull’ orlo di una crisi paragonabile a quella del 92 che poi sfociò in tangentopoli, sembrano essersi tutti accorti all’improvviso.

Ancor più vivaci, se possibile, i toni, poi, sulle noti dolenti della legge in progressiva fase di sviluppo sul blocco delle intercettazioni.

Oltre a presentare le grave lacune di questa legge che favoriranno la delinquenza, fra cui il limite dei 75 giorni per le intercettazioni o la presenza di non ben definiti gravi indizi di reato, Travaglio parla non solo delle pene a editori e giornalisti per fare quello che dovrebbe essere il loro lavoro, ma anche del clima di muta accettazione che attualemente vige nei mass media.

“Se voi leggete i giornali, se guardate la televisione vi rendete conto che già oggi il bavaglio funziona anche se non è previsto per legge. Non c’è bisogno di una legge bavaglio perchè Bruno Vespa la sera della legge finanziara faccia una puntata sui seni rifatti..”

Interrotto da frequenti applausi provenienti dagli ascolatori, Marco Travaglio conclude il suo intervento ritornando sull’ argomento Errani-Formigoni e dando pieno sostegno a quei “rompicoglioni” del movimento a 5 stelle con cui non aveva fatto i conti la vecchia classe politica.

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