CESENA, NUOVE RICERCHE NEL CONVENTO PER TROVARE CRISTINA GOLINUCCI

CESENA, NUOVE RICERCHE NEL CONVENTO PER TROVARE CRISTINA GOLINUCCI

Cristina GolinucciCESENA, 22 APR. – Dopo il ritrovamento di Elisa Claps, a 17 anni dalla scomparsa, un’altra mamma ha visto riaccendersi la speranza di scoprire la verità sulla scomparsa della figlia, avvenuta 18 anni fa a Cesena. Cristina Golinucci uscì da casa il primo settembre del ’92, per recarsi da padre Lino, nel Convento dei frati cappuccini della sua città, da quel giorno di lei non si è più saputo nulla. La sua Fiat 500 azzurra fu ritrovata davanti al convento, ma padre Lino disse di non averla incontrata quel giorno, né vista arrivare.

La madre di Cristina, Marisa Degli Angeli, tramite l’avvocato Carlotta Mattei, aveva depositato un’istanza, con cui venivano chiesti nuovi controlli nella struttura del convento di Via Garampa, perquisito nel ’97 senza alcun esito. Il Capo Procuratore di Forlì-Cesena ha accolto la richiesta ed il fascicolo è stato assegnato al pm Alessandro Mancini, che potrebbe, quindi, dare il via alle nuove ricerche. Le nuove ispezioni sarebbero affidate ai sistemi georadar, che tramite l’invio di onde elettromagnetiche sondano il terreno senza effettuare scavi.

Dopo l’epilogo del caso Claps, Marisa Golinucci, avrebbe dichiarato: “Sono convinta che proprio lì, dai cappuccini, ci sia la tomba di Cristina”. Il caso Golinucci, fu seguito dai carabinieri, per poi passare agli uomini della squadra mobile di Forlì. Le indagini si concentrarono su Emanuel Boke, un senegalese, giunto in Italia nel ’92, come perseguitato politico e nel ’92 ospite del convento. Boke, condannato dal tribunale di Forlì a sette anni di reclusione per lo stupro di una cesenate, scontata la pena, ridotta a quattro anni per buona condotta, fece perdere le sue tracce. A metà degli Anni ’90, quando era in carcere per lo stupro, raccontò a Don Lino, davanti ad una foto di Cristina, di averla uccisa lui. Una confessione – fuori dal sacramento cristiano – firmata da Don Lino che ne garantì la veridicità, poi però ritrattata dallo stesso Emanuel Boke. “Voglio che le nuove tecnologie in mano ai magistrati ci aiutino ad indagare anche sulla figura di Boke”, conclude Marisa Golinucci.

Cristina Reggini

Leave a Reply

Your email address will not be published.