MOU AVEVA RAGIONE. L’INTER STRAPAZZA IL BARCA: 3-1 ED È DELIRIO INTERISTA

MOU AVEVA RAGIONE. L’INTER STRAPAZZA IL BARCA: 3-1 ED È DELIRIO INTERISTA

MILANO, 21 APR. – Non lo dice ma glielo si legge in faccia. Josè Mourinho il tecnico che non ama questo paese ci aveva avvertito. Quel “ve l’avevo detto” non lo dice ma è come se lo urlasse col suo atteggiamento distaccato e rabbioso. Non consono ad un post-partita dopo un’impresa del genere. Riuscirò a cambiare la mentalità dell’Inter, aveva detto. Nessuno gli aveva creduto. In tanti avevano fallito prima di lui. Ma lui è lo Special One. Il profeta portoghese che ieri sera ha reso innocuo il messia argentino.

IMPRESA. L’Inter ha affrontato la squadra più forte. E non solo tra quelle in circolazione oggi. Si fatica a trovare nella storia del calcio, anche scavando parecchio indietro nel tempo, una squadra tanto tecnica e tanto spettacolare. Si deve scomodare il Grande Milan degli olandesi o il Real di Di Stefano. Squadre leggendarie. Beh il Barcellona è senz’altro nel novero di questa strettissima elite. E forse anche di più visto che oltre a tutto il resto ha anche il giocatore più dominante che si sia mai visto in 160 centimetri.

Tessere le lodi del Barcellona però oggi è solo un modo per celebrare al massimo l’impresa di una squadra che l’ha battuta nettamente.

“E’ stata una partita quasi prefetta.” ha dichiarato Josè, serissimo nella sua perpetua lotta contro media e calcio italiano. Il “quasi” naturalmente è per lo 0-1 incassato da Pedro in avvio che aveva messo paura. Poi la reazione di squadra. Una prova di forza e compattezza che nessuna Inter morattiana ha mai dimostrato in occasioni come questa. Quegli stessi neroazzurri che alla prima difficoltà si scioglievano come neve al sole ieri hanno reagito da campioni e hanno trionfato.

Mourinho ha vinto la sua scommessa. Entrando sottopelle ai suoi. Convincendoli di essere dei vincenti.

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LA REAZIONE. Il tecnico portoghese magari non sarà un genio tattico ma è senz’altro un condottiero e un uomo su cui fare affidamento per creare un gruppo. Il gruppo reagisce proprio partendo dall’uomo che aveva sbagliato sul cross di Maxwel nel gol subito. Maicon mette in mezzo un cross basso che Milito spalle alla porta addomestica e serve alla corrente Sneijder dietro di lui. L’olandese lasciato libero dal raddopio sul Principe perfora Valdes con un bel piatto destro.

MILITO FA IMPAZZIRE IL BARCA. Ma è nella ripresa che l’Inter mostra di essere diventata una squadra vincente. Proprio come aveva fatto col Chelsea, prende in mano la partita con personalità. Il Barca fa il Barca ma il filtro Motta-Cambiasso limita il gioco dei catalani con un pressing alto e costante. Le punte esterne Pandev e Eto’o, perfetti tatticamente ed elogiati dal tecnico di Setubal a fine gara, si sacrificano rientrando e ricompattando i ranghi.

Poi ci sono le ripartenze. Spesso micidiali come quella innescata da Pandev per Milito che spara a lato. El Principe si rifarà da li a poco. Ancora un gigantesco Pandev se ne va in contropiede, serve l’ex Genoa che va sul fondo e porge il secondo regalo regale della serata alla corrente Maicon che con un destro sporco batte il portiere. È il 2-1.

SOGNO. Ma non è finita. L’Inter di altri tempi avrebbe avuto un calo di concentrazione e si sarebbe rilassata dopo il vantaggio. Non quella di Mourinho che invece continua a pressare e a non lasciare respiro a Xavi e Messi. Qualche tentativo della pulce atomica impegna Julio Cesar e spaventa il Meazza, allora ci pensa ancora una volta el Principe Milito. Questa volta però a lui tocca solo il compito di metterla dentro. Ennesimo recupero di Motta che gira per il cross di Eto’o, ancora Sneijder fa una sponda sporca di testa che spiazza difesa e Valdes. Diego dall’altra parte deve solo appoggiarla dentro di testa. Delirio del popolo del Meazza che si toglie di dosso gli incubi che lo tormentano da anni. Messi è umano e Madrid non è poi così lontana.

RESISTENZA E IL RIGORE NEGATO. Nel finale l’Inter è sulle ginocchia e il Barca non è campione d’Europa per caso. L’assedio dura per tutti gli ultimi 15 minuti, in cui l’Inter prova a ripartire in contropiede e sfiora con uno Sneijder stremato, il quarto gol.

Il Barcellona schiaccia capitan Zanetti (immenso) e soci nella propria area. Sfiora due volte la rete con Piquè. Ibra sostituito avrebbe fatto comodo come il rigore netto su Dani Alves avrebbe probabilmete cambiato le sorti del match di ritorno ma l’Inter di ieri sera come ha detto Mourinho “Non se lo meritava.”

Meno d’accordo i terribili giornali spagnoli che invece accusano di furto all’italiana.

Ma questo è solo il preludio al ritorno al Camp Nou che si annuncia incandescente. Al Barcellona serve il 2-0 per passare. Risultato tutt’altro che impossibile in casa.

Ma questa nuova Inter però sembra pronta per la sfida. Mourinho è tranquillo.

“Non siamo già a Madrid. Se non vinceremo quest’anno sarà per il prossimo o il prossimo ancora, ma questo trofeo arriverà di certo.”

Per la prima volta l’Inter ha un atteggiamento da grande squadra e sembra veramente pronta ad alzare la coppa dalle grandi orecchie che manca da 45 anni.

Marco Spano

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