LE SPARATE ANTI-ITALIANE DI BOSSI JR. RISPETTANO LA VOCAZIONE SECESSIONISTA DELLA LEGA NORD

LE SPARATE ANTI-ITALIANE DI BOSSI JR. RISPETTANO LA VOCAZIONE SECESSIONISTA DELLA LEGA NORD

(A cura di Antonio Del Prete) Renzo Bossi non tiferà Italia ai prossimi mondiali. Ce ne faremmo una ragione se si trattasse solo di una sparata calcistica “strappata” ad un pluri-bocciato figlio di papà, che si diletta con il carnevale pallonaro della “nazionale padana”. E, come dice Gianni Rivera, non bisognerebbe dare risalto a simili affermazioni. Peccato che il padre sia proprio quell’Umberto Bossi che prima del Mondiale ’98 profetizzò: “L’Italia perderà il campionato, tutt’al più se fate qualche ruberia superate il primo turno”.

Sarebbe, tuttavia, riduttivo e ridicolo confinare la questione all’ambito sportivo, dati i precedenti. Non serve perdersi nei ricordi dei continui e ripetuti attacchi all’Italia e al Tricolore, utilizzato come carta igienica. Basterebbe più pragmaticamente riflettere sulla quantità impressionante di lire Italiane, poi di euro, che i giustizieri di “Roma ladrona” hanno intascato scaldando le purpuree poltrone romane con il loro culo leghista. Senza tacere, poi, che questa banda di spergiuri impenitenti più e più volte ha chinato il capo al cospetto della Costituzione Italiana in solenne giuramento. D’altronde cosa aspettarsi di diverso dal partito il cui capo indiscusso ha dato tre feste di laurea senza essersi mai laureato (stando a quanto raccontato dal documentario “Camicie verdi”) ?

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Spesso si tende a sdrammatizzare le loro uscite anti-Italiane, derubricando pensieri, parole ed urla sguaiate che invocano la secessione, a goliardie di simpatici furfanti. Salvo poi concedere piena agibilità politica (e voti in Parlamento) al federalismo nichilista e individualista griffato Lega, ma questa è un’altra storia. Meglio consultare, comunque, gli atti formali, con la speranza che almeno essi possano far fede. Nello specifico, l’art. 1 dello statuto della Lega nord, approvato nel corso del congresso federale del marzo 2002, e titolato “finalità”, recita così: “Il Movimento politico denominato Lega Nord per l’Indipendenza della Padania (il nome esteso è già tutto un programma, n.d.r.), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana. Verrebbe spontaneo chiedersi perché mai non venga discussa la legittimità di un partito che si caratterizza per uno scopo non costituzionale. L’art. 5 della Costituzione Italiana afferma, infatti, che l’Italia è una e indivisibile. A quanto pare c’è stato un ribaltamento “gerarchico” tra i principi fondamentali, qual è quello statuito dall’art.5, e le norme cosiddette transitorie. Lo si evince dal fatto che la XII disposizione transitoria e finale, attuata mediante la legge Scelba, si è concretizzata in diverse condanne al carcere per ricostituzione del disciolto partito fascista, mentre l’esplicitazione statutaria di uno scopo separatista non merita neanche una multa. D’altra parte sarebbe sin troppo semplice utilizzare il reato di clandestinità per incarcerare i “padani”, in cuor proprio stranieri di una sedicente nazione non affiliata all’Unione Europea. Non difetterebbero peraltro di coerenza, data la loro proverbiale difesa della legalità, se costoro rispettassero la legge e si costituissero.

Scherzi a parte, è comunque paradossale che la difesa del Tricolore, dell’unità e dell’identità nazionale, venga da sinistra (PD, n.d.r.), laddove albergano gli internazionalisti di tutte le fogge, mentre nel centrodestra regna incontrastato un vergognoso silenzio. Dove sono finiti i nazionalisti e i patrioti del fu MSI ?

Antonio Del Prete

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