FIAT, CAMBIO AI VERTICI ALLA VIGILIA DELLA PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE. ELKANN EREDE DI MONTEZEMOLO

FIAT, CAMBIO AI VERTICI ALLA VIGILIA DELLA PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE. ELKANN EREDE DI MONTEZEMOLO

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BOLOGNA, 21 APR. – Dopo sette anni travagliati Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza della FIAT. In una nota del Lingotto si legge infatti: “Luca Cordero di Montezemolo ha motivato la propria decisione – di dare le dimissioni – con l’adempimento, alla vigilia del Piano Industriale dell’azienda 2010-2014, del compito che gli era stato assegnato dall’azionista nel maggio 2004”.

Il settennato dell’ex presidente di Confindustria si è contraddistinto come uno dei momenti più difficili nella storia della casa automobilistica torinese, difficoltà dovuta anche allo stallo del settore conseguente la crisi globale, prima finanziaria, poi economica più grave dal dopoguerra ad oggi.

La spiegazione della fine dell’esperienza di Montezemolo a capo della FIAT è stata data in una conferenza stampa appositamente convocata dai vertici del gruppo. La guida della casa madre sarà affidata a John Elkann, che così, a soli 33 anni diventerà il più giovane presidente nella storia del Lingotto.

Montezemolo aveva assunto la carica di presidente nelle ore immediatamente successive la scomparsa di Umberto Agnelli. La famiglia, aveva infatti indicato il suo nome per evitare di consegnare la presidenza nelle mani dell’allora a.d. Giuseppe Morchio, a cui, su proposta di Gambetti, dopo il rifiuto dello stesso Morchio di rimanere in FIAT, succedeva Sergio Marchionne.

I nuovi vertici della casa torinese, come suddetto, hanno dovuto affrontare uno dei periodi più critici nella storia dell’azienda, ma grazie alla grande abilità del manager “in maglioncino”, la stessa Fiat ha superato brillantemente tale momento assicurando il riposizionamento dell’azienda tra i “grandi” mondiali dell’automobile e avviando anche la fusione con Chrysler; Marchionne può essere considerato il garante della sopravvivenza della casa torinese.

Montezemolo parla della “fine di una fase di traghettamento”, e di aver preso una decisione che lo lascia “sereno, contento e sollevato”. Con l’annuncio di oggi inizierà la seconda fase del rilancio della FIAT. Quella in cui l’azienda procederà alla sua completa internazionalizzazione. Domani infatti, Sergio Marchionne, nel mirino dei sindacati, dopo la decisione “irreversibile” degli ultimi mesi di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese nel 2012, illustrerà agli analisti l’investor day, ovvero il piano strategico dei prodotti 2010-2014 Fiat-Chrysler, piano, ha assicurato Montezemolo, “estremamente ambizioso, importante e decisivo”, e in grado di aprire “una pagina nuova nella storia della Fiat”.

Fin da quando erano cominciate a circolare le prime voci di scorporo del settore auto dal resto del gruppo, si era diffusa la sensazione di una probabile uscita di scena di Montezemolo. Infatti, da un’eventualità simile (dello scorporo) anche il ruolo della stessa famiglia sembrava destinato a modificarsi e una figura di garanzia come quella di Montezemolo sarebbe comunque stata messa in discussione.

Luca Cordero chiude quindi una parentesi che lo ha visto impegnato in prima persona, ma l’ex presidente resterà comunque nel gruppo torinese, in quanto conserverà il ruolo di presidente della Ferrari e di consigliere di amministrazione della Fiat. Montezemolo smentisce quindi anche coloro che lo vedrebbero prossimo alla discesa in politica dichiarando: “Non scendo in politica, ho intenzione di continuare a fare il mio lavoro in Ferrari. Ho una grande avventura imprenditoriale che mi affascina molto”.

A Montezemolo, come detto, succede John Elkann che ha lavorato ed è cresciuto all’ombra di Marchionne e dello stesso ex presidente acquisendo quella maturità e competenza che oggi gli consente di assumere il ruolo di presidente del gruppo.

Elkann, nato nel 1976 a New York, laureato in Ingegneria ha anche lavorato come vuole la tradizione di famiglia in fabbrica sotto falso nome. In pochi anni ha collezionato incarichi prestigiosi e poltrone diventando anche, per volontà del nonno – Gianni Agnelli – l’azionista di riferimento del gruppo.

Prende il via dunque in queste ore, con l’avvicendamento alla presidenza della FIAT, il cui titolo è in forte rialzo, la cosiddetta fase due del progetto di rilancio del gruppo.

Simone Luca Reale
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