NUBE VULCANICA, TRAFFICO AEREO TRA RITORNO ALLA NORMALITÀ E NUOVO ALLARME

NUBE VULCANICA, TRAFFICO AEREO TRA RITORNO ALLA NORMALITÀ E NUOVO ALLARME

La nube vulcanica minaccia nuovamente i cieli d'Europa Bologna, 20 aprile ‒ Il picco massimo di estensione della nube di cenere sollevata dall’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull, si avrà mercoledì, quando, raggiunta tutta l’Italia, arriverà, diluita e allargata, anche ai Balcani e alla Grecia. Queste sono le ultime previsioni ottenute grazie all’impiego di un sistema di radar ottici ideato alla fine degli anni Sessanta e basato su 26 stazioni lidar (Light Detection and Ranging), che riesce a “misurare”, con l’invio nell’atmosfera di radiazioni laser, l’entità della nube vulcanica. Gelsomina Pappalardo, ricercatrice dell’Imaa-Cnr e coordinatrice del progetto europeo ‘Earlinet’ (European Aerosol Research Lidar Network) riferisce: «Dall’inizio dell’eruzione stiamo monitorando i sistemi lidar nei vari Paesi, seguendo il modello previsionale. Oggi sono state rilevate concentrazioni di particelle vulcaniche a terra sugli Appennini vicino Bologna, a 2.565 metri, e anche nella zona di Firenze. In tarda mattinata è stata osservata in Toscana, Emilia e Abruzzo. Poi a causa del maltempo è stata possibile solo una rilevazione durante una finestra su Potenza e lì non è stata osservata nessuna nube», e continua, «È previsto che la nube scenda anche a sud di Roma, ma al momento non siamo in grado di verificare a causa del maltempo che sta interessando il Centro-Sud. In ogni caso la nube è diluita. Nessuna persona comune guardando in alto potrà osservarla, accorgersi di qualcosa di diverso. Forse un esperto potrebbe notare colori un po’ diversi nell’atmosfera. Ma solo se non si è in città».

Al quinto giorno consecutivo di chiusura dello spazio aereo europeo, dalle 8 di questa mattina in Italia si è dato il via alla parziale riapertura degli scali, in particolare riattivando le linee aeree nazionali. Il ritorno alla normalità in tutta Europa sarebbe previsto per giovedì prossimo.

Continuano dunque i disagi per passeggeri e trasporti e continua ad aumentare il danno economico per compagnie aeree, alberghi ed esportazioni. Per rispondere all’emergenza, stimata pari a quella dell’11 settembre, l’Unione Europea si impegnerebbe a venir in aiuto delle compagnie aeree più colpite che, in totale, avrebbero perso circa 25 milioni di euro al giorno, 6 solo in Italia.

La Ue ha inoltre elaborato un piano di intervento per la graduale ripresa del traffico aereo attraverso la suddivisione dei cieli in tre fasce: la prima in cui sono presenti forti concentrazioni di ceneri vulcaniche, che non sarà comunque sorvolabile; la seconda, “zona rossa”, in cui la concentrazione è presente ma non in maniera da impedirne il sorvolo, quindi da monitorare per assicurarsi che ci siano le condizioni adeguate per il traffico aereo; la terza, senza quantità significative di ceneri, che garantirebbe il normale regime di volo.

Ma, nonostante gli sforzi per riprendere il prima possibile l’attività di tutti gli aeroporti europei, arriva dall’Islanda un nuovo allarme: un altro vulcano, Hekla, uno dei più attivi dell’isola, a sud del Paese, ha iniziato ad eruttare.

Il British National Air Traffic Service ha fatto sapere che gli aeroporti di Londra resteranno chiusi, in Scozia, invece, l’attività si sarebbe ripresa intorno alle 8.

Chiusi ancora gli scali norvegesi e danesi, l’Irlanda manterrà chiusi i propri scali almeno fino alle 14 ora italiana, mentre in Francia si procede a “testare” lo spazio aereo per cercare di avere dimensioni “reali” dell’allarme e del blocco del traffico. Il risultato di alcuni voli-test già effettuati, infatti, ha garantito la ripresa, nella giornata di oggi, dei voli Air France.

Anna Minutillo

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