BERLUSCONI: “RICUCIRE CON FINI NON DIPENDE DA ME”. I FINIANI: “VIVREMO DA SEPARATI IN CASA”

BERLUSCONI: “RICUCIRE CON FINI NON DIPENDE DA ME”. I FINIANI: “VIVREMO DA SEPARATI IN CASA”

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Silvio Berlusconi e Gianfranco FiniROMA, 20 APR. – C’è attesa nella compagine di maggioranza per conoscere l’ esito definitivo della querelle che si è aperta tra Berlusconi e Fini, all’indomani di un incontro fra il Presidente della Camera ed il Premier sui futuri assetti del partito dopo le elezioni regionali: in quell’ occasione era emersa con chiarezza la volontà di Fini di dar voce al malcontento di alcune “anime candide” del Pdl, e soprattutto, di cercare di contrastare una arrembante avanzata leghista nel Nord; per la cronaca, i neogovernatori di Piemonte e Veneto fanno parte della Lega.

Durante la registrazione della puntata di “Porta a Porta” in onda questa sera, Berlusconi rispondendo alla domanda se la frattura con Fini sia sanabile risponde: “Speriamo di sì, ma non dipende da me” e fa quadrato con l’ alleato leghista: “Bossi è l’unico alleato che abbiamo e ha sempre dimostrato saggezza, acutezza politica e assoluta lealtà; che Dio ce lo conservi e sono sicuro che ce lo conserverà”.

Intanto per oggi è attesa una riunione informale dei parlamentari più sensibili alle istanze del Presidente della Camera (che sono perlopiù di natura istituzionale e riguardano il delicato tema delle riforme); in attesa dell’ ufficio di presidenza del Pdl convocato per giovedì, al termine del quale probabilmente si conoscerà il futuro prossimo della coppia Berlusconi – Fini.

Scopo del summit dovrebbe essere quello di sottoscrivere un documento che non parli più di “gruppi autonomi” e sancisca così la “separazione in casa”, quella del Pdl, ovviamente: dunque niente scissione ma una minoranza critica interna al Pdl che d’ora in avanti eserciterà la propria facoltà di voto, come deputati e senatori, e non come “truppe” del Cavaliere.

E lui, Berlusconi? Per ora sembra averla spuntata, ribadendo ancora una volta la sua supremazia, contando anche sull’ oramai inossidabile alleanza con il Carroccio: Berlusconi e Bossi sono infatti legati da uno strettissimo patto, che è quello di consentire a Berlusconi, con i numeri della maggioranza, di fare le riforme che più gli premono, cioè riforma presidenziale e della giustizia, e agli uomini di Bossi di giungere al tanto agognato federalismo, un federalismo fiscale che istituzionalizzerà l’esistenza di un’ “Italia a due velocità”: un cocktail micidiale con effetti distruttivi sulla Costituzione, ed in particolare sulla parte I, che non potendo essere cambiata “de iure” verrà svuotata del suo significato “de facto”.

Antonio Ricucci

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