LAUREA BREVE BOCCIATA DALLA CORTE DEI CONTI: NON HA PRODOTTO I RISULTATI ATTESI

LAUREA BREVE BOCCIATA DALLA CORTE DEI CONTI: NON HA PRODOTTO I RISULTATI ATTESI

ROMA, 20 APR – La Corte dei Conti ha espresso, nel Referto sul Sistema Universitario, una chiara e non certo positiva valutazione in riferimento alla riforma che nel 1999 ha introdotto il sistema a doppio ciclo all’interno delle università italiane. La riforma prevede 3 anni di laurea tradizionale e 2 di laurea specialistica .

La Corte sostiene nel Referto, che la laurea breve “non ha prodotto i risultati attesi” né in termini di aumento dei laureati né in termini di miglioramento della qualità dell’offerta formativa ed aggiunge che la riforma ha il demerito di “aver generato un sistema incrementale di offerta, certamente sino all’anno accademico 2007-2008, con un’eccessiva frammentazione delle attività formative ed una moltiplicazione spesso non motivata dei corsi di studio“. Nel referto viene confermata la sostanziale stabilizzazione del numero degli iscritti ma allo stesso tempo si sottolinea l’ancòra rilevante cifra relativa agli abbandoni dopo il primo anno di studio (20%) pressocchè simile a quella degli anni precedenti la riforma.

“L’offerta formativa” – insiste la Corte – “non è migliorata in termini di più efficace spendibilità del titolo nell’ambito dello spazio comune europeo e gli effettivi sbocchi occupazionali che offrono i diversi corsi di laurea dovrebbero guidare l’andamento delle immatricolazioni e l’orientamento degli studenti verso le differenti tipologie di crisi.”

Giusy Gullo

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