BOSSI SFIDA SILVIO: NO A FEDERAZIONE CON IL PDL, SI ALLA CONQUISTA DELLE BANCHE DEL NORD

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MILANO, 15 APR – No a federazione con il Pdl, ma si per la conquista delle banche del Nord. Lo assicura Umberto Bossi, che in serata incontrerà il premier Silvio Berlusconi. «È chiaro che avremo uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo» spiega il leader del Carroccio. Forte del successo della Lega alle regionali, il Senatur non si scompone quando i giornalisti a Montecitorio gli chiedono conto della possibilità che un leghista vada a Palazzo Chigi nel 2013 in caso di riforma in senso semi – presidenziale. «Vedremo – risponde Bossi -. Abbiamo già dimostrato che tutto è possibile», ma in ogni caso «la Lega ha già tante poltrone e non ce ne interessa una in più».

LEGGE ELETTORALE. Quanto alle riforme, l’avvertimento del Senatur è chiaro: «Si va in Commissione ed è lì che si vede quale è l’interesse del Pd a fare le riforme». Il percorso, aggiunge il ministro, è noto: «Si parte dal Consiglio dei ministri, che approva una legge, poi si vedono le modifiche che porta la sinistra . Ma la legge elettorale: «Non si tocca . Stiamo parlando di federalismo e non di legge elettorale. La legge elettorale funziona già e io toglierei il doppio turno anche alla Comunali. Se si fa il federalismo si deve fare il Senato federale – spiega poi Bossi -. Ma Schifani non ha detto che non vuole il Senato federale, ha detto che non deve diventare una Camera di seconda serie e non lo sarà».

OGGI CON FINI. Giovedì mattina, invece, il Cavaliere vedrà l’altro cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini. Da fonti vicine alla presidenza del Consiglio, riportate dalle agenzie di stampa, si apprende che i due si sono sentiti al rientro di Berlusconi dal summit sul nucleare a Washington e hanno stabilito di tenere domani il vertice che servirà a chiarire diverse questioni e a parlare del delicato tema

I DUBBI DI SCHIFANI. Il presidente del Senato Schifani ritiene inoltre che sia «fonte di complicazione introdurre meccanismi elettorali che rendono difficile la formazione di una stabile maggioranza politica» a Palazzo Madama. «Certamente – osserva Schifani – il Senato potrà essere federale ma il Governo dovrà essere condizionato dalle sue decisioni». A questo proposito Schifani ipotizza «il voto di censura a seguito del quale il Governo è obbligato ad ottenere una nuova fiducia dalla Camera».
«Certo è – sostiene Schifani – che la maggioranza del Senato non può che essere una maggioranza politica e va approfondita seriamente l’esigenza di un’elezione contestuale dei due rami del Parlamento, esigenza che rappresenta oggettivamente un elemento di chiarezza e stabilità dei rapporti istituzionali». Nel difendere il ruolo del Senato Schifani avverte: «Riformare il bicameralismo per sottrazione significa fallire ogni riforma costituzionale». Il presidente del Senato ipotizza l’attribuzione di nuove responsabilità da affidare in via esclusiva al Senato passando «ad una forma di bicameralismo in cui le funzioni delle due assemblee siano differenziate per ambiti di competenza, ma conservino la medesima legittimità democratica e lo stesso rilievo costituzionale».

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PD: BOZZA IMPORTABILE. «Io ho parlato chiaro: la bozza Calderoli è importabile», ha detto oggi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, riferendosi alle richieste delle minoranze interne che il Pd respinga chiaramente il presidenzialismo.

Stefania Carboni







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