SPAZZATO VIA IL DECRETO SALVA-LISTE. IL GOVERNO BATTUTO ALLA CAMERA SU UN EMENDAMENTO PRESENTATO DAL PD

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Governo battuto sul decreto salva-listeROMA, 14 APR. – Dopo giorni di polemiche pre elettorali, ci pensa la Camera dei Deputati a fugare ogni dubbio e a mandare nel dimenticatoio il decreto cosiddetto “salva liste”. Nella seduta odierna dell’aula parlamentare, infatti, il Partito Democratico ha presentato un emendamento per cancellare interamente il testo emanato a suo tempo dal governo per la riammissione alle regionali della lista del Popolo della Libertà a Roma. La proposta è stata approvata con otto voti di scarto e la maggioranza è andata clamorosamente sotto. In aula sono arrivati 262 sì contro 254 no. Numeri che spuntano sul tabellone e che hanno colto di sorpresa anche l’opposizione che, ci mette qualche secondo a realizzare la vittoria lanciandosi poi in un applauso, mentre Rosy Bindi annuncia la decadenza del testo.

Nel pomeriggio si erano tenute già altre due votazioni durante le quali la maggioranza non aveva avuto alcun problema. Un’eccessiva sicurezza nei banchi del Pdl è probabilmente la ragione principale per cui la maggioranza, pochi minuti dopo, è andata sotto. All’appello, infatti, mancavano 38 deputati del Pdl e quattro della Lega. Tra le assenze eccellenti dei berlusconiani, quelle del capogruppo Fabrizio Cicchitto – a casa convalescente per una broncopolmonite -, del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, di Niccolò Ghedini e Denis Verdini. Ma non hanno votato neanche la candidata in Emilia, Annamaria Bernini, i ministri Carfagna e Gelmini, e i ‘finiani’ Granata e Perina.

Il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, parla di una “sconfitta politica per la maggioranza ed il Governo: aggiungendo pasticcio a pasticcio finiscono vittime della loro stessa arroganza”. Per Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, “ancora una volta l’elettore italiano si è ritrovato cornuto e mazziato”, perché “quel decreto ‘ad listam’ è stato dimostrato che non solo non lo voleva l’opposizione, ma neanche la stessa maggioranza”. Per l’Udc Michele Vietti rileva: “Se nella conversione di un decreto siamo a questi livelli, non voglio pensare a cosa farà la maggioranza quando faranno le riforme”. Fabrizio Cicchitto, che auspica una sanatoria, è stato duro: bolla le assenze dei colleghi come “inaccettabile sciatteria” e annuncia che renderà pubblico l’elenco degli assenti ingiustificati ed “altri provvedimenti visto che siamo a metà legislatura”.

Davide De Stavola







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