PRODI PROPONE UN PD IPERFEDERALISTA, MA SI SCONTRA CON UN PARTITO CHE NON HA UNA LINEA

PRODI PROPONE UN PD IPERFEDERALISTA, MA SI SCONTRA CON UN PARTITO CHE NON HA UNA LINEA

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Il Professor Romano ProdiROMA, 13 APR. In un Partito Democratico che dalla sua nascita ha conosciuto troppe sconfitte, ci prova l’unico uomo vincente del centrosinistra nell’era della seconda Repubblica, a dare la ricetta giusta per riequilibrare lo scontro con il centrodestra. Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e leader dell’Ulivo, propone la ristrutturazione del Pd in senso federale, un soggetto politico che diventi la somma di venti partiti regionali. Una soluzione che ricalca una vecchia proposta del professore, il quale, di fronte al declino della Democrazia cristiana, propose di creare un partito su base regionale, ma con un forte patto federativo nazionale. In quel caso, però, non c’era più tempo e proprio tangentopoli spazzò via ogni possibilità di rinnovamento.

La proposta è arrivata in un momento di forte difficoltà del partito, provato per l’ennesima volta dalla sconfitta elettorale in due roccaforti ai ballottaggi per le amministrative. Comuni “rossi” come Pomigliano d’Arco e Mantova, infatti, sono finite nelle mani del Popolo della Libertà. Il tutto mentre Bersani considera l’esito del voto comunale come un “pareggio” con Matera, strappata al centrodestra, e Macerata. Secondo il segretario nazionale del Pd, infatti, adesso serve un progetto per l’Italia e un partito più forte anche in chiave federale. Per farlo le proposte discusse oggi nella riunione sono state: rafforzare il ruolo dei circoli territoriali, stabilire l’incompatibilità tra ruoli di partito e ruoli istituzionali, pretendere dagli iscritti comportamenti sobri ed eticamente coerenti con l’adesione a un partito come il Pd, regole comuni a tutti i territori nei passaggi fondamentali dell’organizzazione del partito, ad esempio nei congressi locali.

Il dibattito interno al Pd, in un momento di tensioni interne, che vivranno un nuovo round sabato in direzione, stupisce che i critici interni non prendano al balzo le critiche del Professore per attaccare il vertice. E se Bersani accoglie con toni diplomatici la proposta dell’ex premier, alcuni esponenti di area Democratica non risparmiano critiche all’ex premier. Intanto l’attuale segretario del partito sta portando avanti il progetto di un partito federale ma non di campanili. Venerdì scorso Bersani ha incontrato, a Parma, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e, a quanto si apprende, i due si dovrebbero rivedere nei prossimi giorni a Roma. Dopo le tensioni congressuali, i rapporti tra i due sarebbero migliorati ed il leader democratico vorrebbe coinvolgere il sindaco di Torino, federalista della prima ora, in un ruolo nazionale. Ed è proprio per capire come accentuare la presenza del Pd che, prima dei big nazionali, domani mattina Bersani riunisce i segretari regionali.

Davide De Stavola




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