TRAGEDIA ALL’AUTODROMO DI IMOLA: IL GIORNO DOPO LA MORTE DI ALESSANDRO TASSELLI

TRAGEDIA ALL’AUTODROMO DI IMOLA: IL GIORNO DOPO LA MORTE DI ALESSANDRO TASSELLI

Incidente Stradale Autodromo ImolaIMOLA, 13 APRAlessandro Tasselli, 35enne ravennate residente a Faenza, è morto ieri mattina sulla pista dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”. Ieri il circuito era stato riservato dall’associazione Imola Race ai motociclisti intenzionati a provare le proprie due ruote su pista. Tasselli, noto in città per aver lavorato come cuoco in diversi ristoranti e grande appassionato di motociclismo, non ha voluto mancare l’appuntamento ed è sceso in pista insieme a cinque amici.

La tragedia si è consumata subito, al primo giro, quando all’altezza della Variante Bassa, l’uomo ha perso il controllo della sua Honda VTR e anziché affrontare la curva, ha tirato dritto schiantandosi contro un muro di gomme. Nell’impatto il corpo del motociclista è rimasto schiacciato tra la moto e le barriere di protezione riportando gravi traumi. Immediatamente sono intervenuti i soccorritori, ma la situazione è subito sembrata disperata. Il trentacinquenne è deceduto poco dopo, durante il trasporto in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna.

Sull’accaduto sta ora indagando la Polizia stradale di Imola, che vuole chiarire le dinamiche dell’incidente ed accertare eventuali responsabilità, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Per ora non ci sono indagati ma sono in molti a puntare il dito contro la chicane, imposta dalla Federazione motociclistica per permettere l’omologazione della pista per il mondiale superbike. Già in passato la curva era stata criticata dal pilota Max Biaggi e dai tecnici della Aprilia, che giudicarono il tracciato troppo pericoloso. A distanza di quasi sedici anni dalla morte di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, la pista romagnola torna protagonista della cronaca nera.

Fabio Tamburrini

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