EMERGENCY, IL TRISTE ABBANDONO DALL’OSPEDALE DI LASHKARGAH

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ROMA , 13 APR. Emegency ha dichiarato di non avere notizie dei tre volontari italiani operanti nell’ospedale afghano di Lasghkargah arrestati dalle autorità locali con l’accusa di aver preso parte a un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Nel frattempo tutti gli operatori internazionali, cinque italiani (tra cui quattro donne) e un indiano hanno abbandonato la struttura per motivi di sicurezza e hanno raggiunto la sede di Emergency a Kabul.

Secondo il vicepresidente dell’organizzazione Alessandro Bertani da sabato scorso la gestione del nosocomio è in mano alle autorità afgane che hanno impedito al personale straniero di continuare a svolgere le proprie mansioni. Il ministro Frattini precisa che parlare di sequestro e detenzione illegale per Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani appare come una polemica di natura politica dato che i tre connazionali non sono stati abbandonati a loro stessi e che la Farnesina opererà per sostenere la presunzione di innocenza per i tre indagati.

La priorità della procura di Roma rimane l’accertamento della fondatezza delle accuse mosse agli operatori sui quali è stato aperto un fascicolo processuale in base a una norma che attribuisce alla Procura di Roma la competenza in merito ai fatti penalmente rilevanti che coinvolgano italiani in Afghanistan e Iraq. Il fascicolo, contenente alcune note dei carabinieri del Ros, è intestato “atti relativi a”, dunque presuppone l’assenza di ipotesi di reato e di indagati.

In un’interpellanza urgente che sarà discussa giovedì a Montecitorio, il Partito democratico chiede certezze sull’arresto dei tre operatori umanitari italiani e chiarezza sulle fonti diplomatiche di cui si è avvalso il Governo per far luce sui fatti avvenuti. Tra le altre istanze che verranno presentate, quella sul mancato intervento per chiedere l’immediato rilascio degli arrestati e su un’eventuale correlazione tra i fatti accaduti e le dichiarazioni di Gino Strada circa la mancata considerazione delle proposte di apertura di un corridoio umanitario per l’evacuazione dei feriti da parte delle forze Isaf.

Sara Marini







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