SI SGONFIANO LE ACCUSE AGLI OPERATORI DI EMERGENCY. L’ONG: FERMI SCADUTI, È SEQUESTRO

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Sede Emergency a KabulROMA, 13 APR. – Ancora tante zone d’ombra caratterizzano il caso dei tre operatori di Emergency, accusati di voler progettare un attentato ai danni del governatore della provincia di Helmand. In queste ore, proprio il portavoce del governo di Helmand ha smentito quanto riferito dal quotidiano britannico Times, ovvero che i tre italiani di Emergency, arrestati in Afghanistan, abbiano confessato di star preparando un attentato terroristico. Daud Ahmadi, in rappresentanza del governo della provincia, all’Ansa ha sgombrato il campo da ogni dubbio. Il giornale inglese, però, oggi ha rilanciato la versione data ieri. Il corrispondente del Times in Afghanistan, Jerome Starkey, conferma che il portavoce del governatore della provincia di Helmand ha parlato di confessione dei nove arrestati e di un loro coinvolgimento in un complotto per uccidere il governatore.

Parallelamente alla polemica mediatica, l’Ong ha presentato un documento ufficiale nel quale parla di fermo illegale per Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani – i tre operatori fermati dalle autorità afghane -, perché sono scadute le ventiquattro ore, dopo le quali la procura avrebbe dovuto convalidare il fermo. Dal movimento di Gino Strada, infatti, si parla apertamente di sequestro per i tre sanitari italiani. A sostenerlo è il responsabile della comunicazione di Emergency Maso Notarianni, ai microfoni di CNRMedia: “A questo punto possiamo parlare a tutti gli effetti di sequestro, dal momento che i tempi di un fermo legale sono scaduti. Sono scadute le 72 ore di fermo senza che vi sia stato un fermo restrittivo o qualsiasi altra comunicazione e non ci risultano notifiche a nessuna procura afgana”.

Intanto sono ancora incerti i tempi dell’inchiesta. Il ministero dell’Interno di Kabul sottolinea che le indagini sulle armi trovate nell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah (Helmand) e sul fermo di nove persone, fra cui i tre italiani, è ancora in corso e per il momento non si può fare alcuna ipotesi sugli sviluppi della vicenda. La procura di Roma sta seguendo l’evoluzione del caso. Nei prossimi giorni, indipendentemente dal fatto che le accuse ai tre esponenti di Emergency risultino fondate o no sarà aperto un fascicolo. Oggi, per fare il punto, c’è stato un incontro tra il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo, ed i carabinieri del Ros. Dopodomani, invece, sul caso dell’arresto, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sentirà il generale Adriano Santini, direttore dell’Aise.

Davide De Stavola





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