BUFERA IN RAI: LA BUSI MINACCIA QUERELA

BUFERA IN RAI: LA BUSI MINACCIA QUERELA

Luisa Busi Roma, 8 aprile – Ancora bufera in Rai. La giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi ha dichiarato quest’oggi che sporgerà una querela “per violazione del segreto epistolare secondo l’articolo 616 del codice penale”. La decisione è stata presa dopo che la giornalista è venuta a conoscenza del contenuto di una lettera a lei indirizzata da un articolo pubblicato su Il Giornale.

La lettera non sarebbe nè un richiamo, nè una sanzione disciplinare, bensì una puntualizzazione sulla normativa aziendale in tema di rapporti con gli organi di informazione. Questo è quanto hanno precisato fonti di Viale Mazzini dopo le indiscrezioni pubblicate oggi, in base alle quali la giornalista avrebbe ricevuto un richiamo formale dall’azienda a causa dell’intervista nella quale criticava apertamente la linea editoriale di Minzolini.

Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, ha commentato la vicenda dichiarando che per lui si tratta di “una decisione davvero singolare, non solo perchè la direzione dell’azienda contesta ad un consigliere nazionale Fnsi (non solo quindi dipendente Rai) di aver espresso la sua opinione, una cosa che ha il disgustoso sapere della rappresaglia antisindacale, ma è ancora più sconcertante perchè si tratta della medesima azienda che non ha contestato e non contesta la confusione tra assoluzione e prescrizione, le telefonate con il premier per aggiustare i palinsesti ed espellere le persone sgradite, la rimozione di decine di giornalisti e dirigenti al Tg1 e non solo, la violazione, perfino del contratto di servizio, quando è arrivata a sopprimere e chiudere i principali programmi di approfondimento”. Peraltro, ha proseguito il portavoce, si tratta della stessa azienda “che finge di non vedere e non sapere che molte attuali nomine furono concordate a Palazzo Grazioli. Pertanto la lettera di richiamo alla Busi, dello stesso tono di quella che fu inviata a suo tempo a Loris Mazzetti, è un atto di intimidazione che dovrà essere impugnato e respinto in ogni sede”.

Francesco Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione di Vigilanza Rai, ha denunciato che “siamo ormai al regime. La Rai, dopo aver rimosso dirigenti scomodi, è arrivata addirittura a sanzionare una giornalista del Tg1, peraltro consigliere nazionale Fnsi, per aver espresso su altri media una propria libera opinione”. Il senatore ha anche rilevato che “l’accusa mossa a Maria Luisa Busi è quella di aver leso l’immagine dell’azienda, ma in realtà se c’è qualcuno che lo fa quotidianamente è proprio la stessa direzione Rai che ha ridotto il servizio pubblico a megafono esclusivo del presidente del Consiglio e del suo clan. Anzi, il parziale successo elettorale del centrodestra, ottenuto grazie ad un uso monopolistico dei mezzi di comunicazione, ha addirittura aumentato l’arroganza dei cultori della servitù volontaria e il senso di impunità di questi signori, che dimenticano come nelle vere democrazie la stampa sia al servizio del cittadino quale strumento di controllo del potere”.

Valeria Castellano

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